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Di nuovo, un altro Natale!

, 22 Dicembre 2015

Quanto mi piaceva il Natale quando ero bambino! Il presepe, i regali sotto l’albero “portati da Gesù bambino”, la cena della vigilia, seduto al tavolo dei bambini con i cuginetti.

Mi piaceva anche da ragazzino: le luci, i negozi aperti la domenica, le vacanze da scuola, il cinema il pomeriggio del 26. E continuava a piacermi anche qualche anno dopo, quando, studente prima e poi giovane lavoratore fuori sede, il Natale significare ritornare a casa, passare del tempo in famiglia, ritrovare gli amici.

Poi ho realizzato che Natale è ben più di regali o stare in famiglia o la messa di mezzanotte; Natale non è neanche sentirsi più buoni, riscoprire dei valori, ricordarsi dei più sfortunati.

Natale è la celebrazione del miracolo più grande di tutti, più grande perfino della creazione stessa. Natale è la incarnazione, è il Dio che svuotò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce (Filippesi 2:7-8), è il Re dei Re che  essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché, mediante la sua povertà, chi crede in Lui potesse diventare ricco (2 Corinzi 8:9).

Natale è Gesù ed è triste che anche in questo periodo Gesù sia in fondo ai nostri pensieri invece di essere al primo posto della nostra vita.

Tutti sanno che Gesù è nato da donna in una mangiatoia di Betlemme. Poi, circa duemila anni dopo, è nato nel mio cuore; è successo quando, toccato dallo Spirito Santo, attraverso la lettura della Bibbia ho capito di essere un peccatore e come tale nemico di Dio e destinato alla perdizione eterna. Ma Dio provvide per me un Salvatore, Gesù Cristo; per me lo ha mandato sulla terra, per me Gesù è morto in croce. Da quel giorno, da quando ho capito questo, i miei peccati sono stati perdonati, ho ricevuto in dono la vita eterna, sono diventato Figlio di Dio e faccio parte dell’assemblea dei santi. Da quel giorno sono certo che l’istante in cui morirò si apriranno per me le porte del Paradiso, non perché ho un qualche merito ma solo ed esclusivamente per grazia.

Gesù ha vissuto sulla terra duemila anni fa e adesso vive nel mio cuore, come in quello di tutti coloro che credono in Lui (Galati 2:20).

Questo è il mio Natale, un Natale che festeggio 365 giorni all’anno.

Questo è il Natale che auguro anche a te, se ancora Gesù non dimora in te: chiediGli di perdonarti per i tuoi peccati e di venire ad abitare nel tuo cuore.

Lui lo farà, non aspetta altro.

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