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Riscatto

, 15 Ottobre 2014

Nel 1973 Paul Getty III, nipote dell’omonimo magnate del petrolio, a quel tempo l’uomo più ricco del mondo, fu sequestrato a Roma; rimase nelle mani dei suoi rapitori ben 158 giorni e fu rilasciato solo dopo il pagamento di un riscatto di 1,7 miliardi di allora (circa 20 milioni di euro di oggi). Il giovane rimase traumatizzato dall’esperienza e anche dall’atteggiamento che, durante il sequestro, ebbero suo nonno e suo padre che sebbene ricchissimi titubarono nel pagamento del riscatto.

A noi comuni mortali 20 milioni di euro ci sembrano una cifra incredibile ma è nulla rispetto a quanto è stato pagato per me. Perché anche io sono stato rapito e tenuto in schiavitù; e lo sono stato non per soli 150 giorni, come Getty, e neanche per 743 giorni, come Cesare Casella, ma molto di più. Quasi trent’anni è durata la mia schiavitù, una schiavitù strana perché non mi accorgevo neanche di essere schiavo. Eppure lo ero, eccome! E, in quanto prigioniero, vivevo nella paura. La paura di morire, di invecchiare, di ammalarmi gravemente. La paura di sbagliare, di deludere i miei cari, di deludere me stesso. La paura di buttare via la mia vita, di non realizzare le mie ambizioni. La paura di diventare povero, di perdere ogni cosa che avevo sin lì guadagnata o che mi era stata donata. E queste paure ovviamente condizionavano la mia esistenza, dirigevano le mie scelte, influivano sul mio stato d’animo e sul rapporto con gli altri.

Poi, un giorno, qualcuno ha pagato un riscatto. E lo ha fatto liberamente, non perché era costretto. E lo ha fatto volentieri, per amore, con gioia, non con riluttanza come il nonno di Getty III. E ha pagato una cifra immensamente più alta dei 20 milioni pagati per liberare Getty III, più alta di qualunque cifra possa essere richiesta in futuro.

Quel qualcuno è l’Eterno Dio, il Padre della gloria, che non ha esitato a dare il Suo unigenito Figlio per me. Quel qualcuno è Gesù Cristo, il Re dei Re, che non ha esitato a salire sulla croce per pagare il prezzo per i miei peccati, non ha esitato a versare il Suo prezioso sangue per liberarmi dalla mia schiavitù.

Per me, per il mio riscatto, per la mia redenzione è stato pagato un prezzo infinito, e questo prezzo mi dà la misura dell’amore che Dio nutre per me.

Ma lo stesso immenso, infinito prezzo è stato pagato anche per te, che leggi queste righe; e se sei ancora schiavo è solo una tua scelta; per liberarti non hai che da inginocchiarti di fronte a Gesù Cristo, accettare il Suo dono gratuito di libertà e credere con tutto il cuore in Lui.

 

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