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Domande di fondo

Domande di fondo
di John Blanchard

La vita è piena di domande. Alcune sono banali, altre sono più serie; altre ancora sono tremendamente importanti! Forse, proprio mentre leggi queste parole, potresti porti delle domande intorno alla tua salute, o la tua situazione economica, il tuo lavoro, la tua famiglia, il tuo futuro.
Ma le domande più importanti, le domande di fondo, riguardano Dio e il tuo rapporto con Lui – non c’è niente di più importante nella vita. Certo, tutti vogliono una buona salute, una stabilità economica, un impiego sicuro, una famiglia felice, un futuro promettente. Eppure anche queste cose sono temporanee e, alla fin fine, prive di senso… a meno che tu non abbia un rapporto reale con Dio, un rapporto aperto, sicuro, che duri per sempre. Continua a leggere, forse potrai scoprire perché un tale rapporto sia così necessario e urgente, e come sia possibile instaurarlo.
Quelle che seguiranno sono le domande più serie e importanti che si possano fare. Le risposte sono quelle di cui tutti hanno bisogno. Non puoi permetterti di perdere il loro messaggio!

 

C‘è nessuno là?
mistyQuesta è la domanda basilare. Se Dio non esiste, non ha senso cercarLo. Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che dà la ricompensa a tutti quelli che lo cercano. (Eb 11:6). Benché non si possa “provare” matematicamente l’esistenza di Dio, l’evidenza dei fatti è molto convincente. Prendi, ad esempio, l’esistenza dell’universo.

Dire che l’universo sia il risultato di un “incidente” fa sorgere molte domande… ma nessuna risposta. Questo è vero anche per la teoria del “Big Bang”. Da dove deriva, per esempio, la materia primordiale? Neppure un… grande “bang” può creare qualcosa dal nulla! L’idea evoluzionistica è molto diffusa, ma è altrettanto inconsistente: come può il “nulla” evolversi in “qualcosa”? Non parliamo, poi, delle forme straordinariamente complesse di vita terrestre… Tutte le teorie si dimostrano ugualmente fragili. L’unica spiegazione soddisfacente è questa: Nel principio Iddio creò i cieli e la terra. (Gen 1:1) Il nostro mondo non è il risultato casuale di un gigantesco colpo di fortuna che ha fatto uso di “ingredienti” che erano là da sempre. Invece, i mondi sono stati formati dalla parola di Dio; così le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti. (Eb 11:3) La creazione ha avuto un inizio, ed è stato Dio a portarla all’esistenza. Poiché egli parlò, e la cosa fu; egli comandò e la cosa apparve (Sl 33:9).

DDF_tramontoTutto questo è sottolineato dallo straordinario ordine e disegno che vediamo dappertutto, e dalle leggi universali che tengono insieme tutte le cose: dalla vastità del cosiddetto spazio esterno agli organismi microscopici. Ma il disegno richiede un disegnatore, e le leggi un legislatore. Dio è l’uno e l’altro! Il Dio che ha fatto il mondo e tutte le cose che si trovano in esso, essendo Signore del cielo e della terra… (At 17:24).

Ma la prova più forte a favore della creazione è l’uomo stesso. A differenza degli altri animali, l’uomo possiede qualcosa che noi chiamiamo “personalità”; egli fa delle scelte intelligenti, ha una coscienza, e può distinguere fra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Egli è capace di amore e compassione; ma, soprattutto, ha l’istinto di adorare. Da dov’è che ha preso queste qualità? Né l’evoluzione né una valanga di “incidenti” avrebbero potuto produrle. La risposta più chiara è questa: E l’Eterno Iddio formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale, e l’uomo divenne un’ anima vivente. (Gen 2:7). L’uomo non è un frutto del caso; è stato invece fatto in modo stupendo (Sl 139:14) dal Creatore dell’universo.

Dio parla?
DDF_fetoLa domanda è di vitale importanza. Abbandonati a noi stessi, ci troviamo nella completa ignoranza di Dio. Puoi tu scandagliare le profondità di Dio? Arrivare a conoscere appieno l’Onnipotente? (Gb 11:7). Dio è al di là della nostra comprensione, e noi abbiamo bisogno che sia Lui a rivelarsi a noi.

La creazione è uno dei tanti modi in cui Egli si rivela. I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani (Sl 19:1). La sola grandezza dell’universo, con il suo meraviglioso equilibrio, la sua varietà, la sua bellezza, rivela molto del Dio che l’ha fatto. È nella creazione che Dio mostra la Sua stupenda potenza, la Sua maestosa intelligenza e la Sua brillante immaginazione. Infatti le sue perfezioni invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo, quando le si intende attraverso le sue opere; perciò essi sono inescusabili (Rm 1:20). Quando comunichiamo gli uni con gli altri, facciamo molto affidamento sulle parole. Anche Dio parla agli uomini mediante l’uso di parole – quelle della Bibbia. Quasi 4.000 volte nel solo Antico Testamento (di cui ben 500 nei primi cinque libri) potrai trovare frasi del tipo: “Il Signore ha parlato”, “Il Signore ha comandato…” e “Il Signore ha detto…”. Per questo motivo, si afferma che le Scritture non hanno mai avuto origine in parole umane, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo (I Pt 1:21). In nessun altro brano letterario possiamo trovare decine e decine di profezie chiare e dettagliate – fatte da uomini che affermavano di parlare da parte di Dio – che più avanti si siano adempiute alla lettera. Le probabilità a sfavore di un adempimento casuale di queste profezie sono troppe, per poter prendere sul serio questa possibilità.

DDF_bibbiaInoltre, c’è l’impatto che la Bibbia ha sulla vita delle persone. Nessun altro libro ha mai avuto una tale potenza trasformatrice di vite umane. Milioni di persone, nel corso dei secoli, hanno constatato che la legge dell’Eterno è perfetta, essa ristora l’anima; la testimonianza dell’Eterno è veritiera, rende saggio il semplice. l precetti dell’Eterno son giusti, rallegrano il cuore; il comandamento dell’Eterno è limpido, illumina gli occhi (I Tim 3:16).

Dopo ben 2.000 anni, nessun “esperto” in qualsiasi campo ha mai potuto confutare neanche una sola frase o affermazione della Bibbia. Il motivo è questo: Ogni Scrittura è ispirata da Dio. Dovremmo perciò accettarla non come parola di uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio (I Tess 2:13).

Com’è Dio?
DDF_nuvollaQuesta è chiaramente la domanda successiva che dobbiamo farci. Riconoscere l’esistenza di Dio è una cosa; riconoscere Dio nel senso generale in cui Egli ci parla attraverso la creazione e tramite le pagine della Bibbia, è un’altra. Ma occorre saperne di più. Com’è Dio, in realtà?

La Bibbia dà molte risposte chiare ed esplicite a questa domanda così importante. Eccone alcune.

Dio è un Dio personale. Dio non è una “cosa”, una “potenza” o un “influenza”. Egli pensa, prova sentimenti, desidera e agisce in modi che Lo presentano come un Essere vivente e personale. Ma Egli non è semplicemente “il tizio del piano di sopra”, o una specie di “superman”. L’Eterno è il vero Dio, egli è l’Iddio vivente, e il re eterno (Ger 10:10).

Dio è “plurale”. C’è un solo vero Dio. Egli dice: lo sono il primo e sono l’ultimo, e fuori di me non v’è Dio (Is 44:6). Eppure Dio si è rivelato come una “trinità” di Persone – il Padre, il Figlio (Gesù Cristo) e lo Spirito Santo – ognuna delle quali è realmente, pienamente e ugualmente Dio. La Bibbia parla della gloria di Dio Padre; dice che la Parola [Gesù Cristo] era Dio e parla del Signore [che] è lo Spirito. Pur essendoci un unico Dio, ci sono tre Persone nella Divinità.

Dio è spirituale. Egli non ha dimensioni fisiche: non ha un corpo né delle caratteristiche tali da poter essere definite in termini di dimensione o di forma. Dio è Spirito; e quelli che l’adorano, bisogna che l’adorino in spirito e verità (Gv 4:24). Ciò significa che Dio è invisibile. Nessuno ha mai visto Dio (Gv 1:18). E significa anche che Egli non è confinato a un luogo solo alla volta, ma si trova dovunque e per tutto il tempo: Non riempio io il cielo e la terra? dice l’Eterno (Ger 23:24). Tralasciando tutto il resto, ciò vuol dire che Dio è pienamente cosciente di qualsiasi cosa accada ovunque. Il che include non solo quello che fai o dici, ma anche ogni pensiero che ti passa per la mente.

Dio è eterno. Dio non ha avuto un inizio. Come dice la Bibbia, da eternità in eternità, tu sei Dio (Sl 90:2). Non c’è mai stato un momento in cui Dio non sia esistito, né ce ne sarà uno nel futuro quando Egli non esisterà. Dio si autodescrive come colui che è, che era e che viene (Ap 1:8). Ed Egli resta sempre lo stesso: lo, l’Eterno, non muto (Mal 3:6). Tutto ciò che Dio è stato, Egli è tuttora e sarà per sempre.

Dio è indipendente. Ogni altro essere vivente dipende da cose o persone, e in definitiva da Dio. Ma Dio è totalmente indipendente dalla Sua creazione. Egli può sopravvivere da Sé stesso. Dio non è servito dalle mani dell’uomo come se avesse bisogno di qualcosa; lui, che dà a tutti la vita, il respiro e ogni cosa (At 17:25).

Dio è santo. Chi è pari a te fra gli dèi, o Eterno? Chi è pari a te, mirabile nella tua santità, tremendo anche a chi ti loda…? (Es 15:11) Non può esserci confronto con la santità di Dio. Non v’è alcuno che sia santo come l’Eterno (I Sam 2:2), che è assolutamente privo di qualsiasi colpa o difetto. La Bibbia dice di Lui: Tu… hai gli occhi troppo puri per sopportare la vista del male, e… non puoi tollerare lo spettacolo dell’iniquità (Ab 1:13). E tale Dio santo richiede santità da ognuno di noi. Il Suo imperativo per noi oggi è questo: Siate santi, perché io sono santo (I Pt 1:16).

Dio è giusto. La Bibbia dice che l’Eterno è un Dio di giustizia (Is 30:18) e che giustizia ed equità son le basi del suo trono (Sl 97:2). Dio è non solo il nostro Creatore e Sostenitore, ma anche il nostro Giudice, che premia e che punisce, nel tempo e nell’eternità, con una giustizia perfetta, inappellabile e indiscutibile.

Dio è perfetto. La Sua è una conoscenza perfetta. E non v’è nessuna creatura che possa nascondersi davanti a lui; ma tutte le cose sono nude e scoperte davanti agli occhi di colui al quale dobbiamo render conto (Eb 4:13). Dio sa ogni cosa del passato, del presente e del futuro, inclusi i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni. La Sua sapienza è perfetta e completamente al di là della nostra comprensione. Oh, profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto inscrutabili sono i suoi giudizi e incomprensibili le sue vie! (Rm 11:33).

Dio è sovrano. Egli è l’unico e supremo dominatore dell’universo, e niente è al di fuori del Suo controllo. L’Eterno fa tutto ciò che gli piace, in cielo e in terra (Sl 135:6). In Dio non ci sono “incidenti” né sorprese. Egli scrive tutta la storia del mondo e compie ogni cosa secondo la decisione della propria volontà (Ef 1:11). Dio non necessita di consigli né di consensi per quello che Egli decide di fare. Né qualcuno può impedirGli di fare ciò che Gli piace. Non v’ è alcuno che possa fermare la sua mano o dirgli: “Che fai?” (Dan 4:35).

Dio è onnipotente. Come Egli stesso afferma: Ecco, io sono l’Eterno, l’Iddio d’ogni carne, v’è qualcosa di troppo difficile per me? (Ger 32:27). Ciò non significa che Dio possa fare qualsiasi cosa (Egli non può mentire, o mutare, o sbagliare, o peccare, o rinnegare Sé stesso); significa invece che Egli può fare a piacimento qualunque cosa che sia coerente con il Suo carattere.

Questo è solo un breve schizzo di alcune delle cose che Dio stesso ha rivelato della propria natura e personalità nella Bibbia. In essa ci sono altre verità su Dio, benché ci siano molte cose che forse non possiamo comprendere. Dio fa cose grandi, imperscrutabili, meraviglie senza numero. In questo senso, l’Onnipotente noi non lo possiamo scoprire (Gb 37:23), e nessuna quantità di umana intelligenza o capacità di ragionamento potrà mai cambiare questo dato di fatto. Ciò non dovrebbe sorprenderci, però, perché, se potessimo capire Dio, Egli sarebbe indegno della nostra adorazione.

Chi sono io?
DDF_voltiLe pressioni e i problemi della vita moderna stanno costringendo molte persone a ricercare senza posa un senso e uno scopo per la loro vita. Abbiamo considerato un po’ chi è Dio; cosa dire di noi? Perché esistiamo? Perché siamo qui? Ha la vita qualche senso, qualche finalità?

La prima cosa da mettere in chiaro è questa: l’uomo non “esiste” SIC ET SIMPLICITER. In altre parole, egli non è un agglomerato accidentale di atomi che, casualmente, riescono ad aggregarsi alla perfezione per formare quell’involucro che noi chiamiamo un “essere vivente”. È molto più di questo. La Bibbia ci dice che l’uomo fu specificamente creato da un Dio santo e sapiente. E Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina (Gen 1:27). L’uomo è molto più che un animale altamente evoluto o uno scimmione raffinato. Egli è talmente diverso dagli altri animali, quanto essi sono diversi dai vegetali e i vegetali dai minerali. In termini di misura, l’uomo è minuscolo in confronto al sole, la luna, le stelle; ma Dio gli ha dato nell’universo una posizione d’onore veramente unica.

Possiamo constatarlo in uno dei primi comandamenti che l’uomo ricevette da Dio: Crescete e moltiplicate e riempite la terra, e rendetevela soggetta, e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra (Gen 1:28). L’uomo divenne cosi il rappresentante personale di Dio sulla terra, e aveva autorità su tutte le altre creature viventi.

Ma l’uomo fu anche dotato di una dignità speciale. Il fatto di essere stato creato “a immagine di Dio” non significa che l’uomo fosse stato fatto della stessa dimensione o forma di Dio (abbiamo già detto che Dio non ha “forma” né “dimensione”), e neppure che egli fosse una miniatura di Dio perché possedeva tutte le Sue caratteristiche in piccole quantità. Significa, piuttosto, che l’uomo fu creato come un essere spirituale, razionale, morale e immortale, e che la sua natura era perfetta. In altre parole, egli era un vero riflesso del carattere santo di Dio.

Inoltre, l’uomo scelse volentieri di ubbidire fedelmente a tutti i comandamenti di Dio; come risultato, l’uomo viveva in perfetta armonia con Lui. Niente “crisi d’identità”, a quell’epoca! L’uomo sapeva esattamente chi era e perché si trovava in questo mondo, e, con atteggiamento di ubbidienza, aveva preso il posto che Dio gli aveva assegnato.

Non solo l’uomo era completamente appagato e soddisfatto della sua posizione nel mondo, anche Dio era soddisfatto dell’uomo! Sappiamo questo perché la Bibbia ci dice che quando la Sua opera di creazione fu completa, con l’uomo come “corona” del creato, Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono (Gen 1:31). In quel periodo della storia, delle persone perfette vivevano, all’interno di un ambiente perfetto, in un perfetto rapporto reciproco e una perfetta armonia con Dio.Non è purtroppo questa la situazione attuale! Che cosa accadde?

Che cosa è andato storto?
DDF_guerraLa risposta inequivocabile alla domanda è questa: Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato (Rom 5:12).

Il primo uomo e la prima donna (Adamo ed Eva) avevano ricevuto non solo una grande libertà, ma anche un serio avvertimento: “Del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché, nel giorno che ne mangerai, per certo morrai” (Gen 2:17) . Questo era un test ideale, per mettere alla prova la disponibilità dell’uomo a ubbidire a ciò che Dio aveva detto per il semplice motivo che era stato Lui a dirlo. Ma il Diavolo tentò Eva a non dar retta alle parole di Dio e a disubbidirGli – cosa che la donna fece. E la donna vide che il frutto dell’albero era buono a mangiarsi, ch’era bello a vedere, e che l’albero era desiderabile per diventare intelligente; prese del frutto, ne mangiò, e ne dette anche al suo marito ch’ era con lei, ed egli ne mangiò (Gen 3:6).

In quel momento, “il peccato è entrato nel mondo”. A causa della sua deliberata disubbidienza, l’uomo si tagliò da sé i ponti con Dio. Anziché amare Dio, Adamo ed Eva avevano ora terrore di Lui: e l’uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza dell’Eterno Iddio, fra gli alberi del giardino (Gen 3:8). Anziché essere tranquilli, fiduciosi e felici, il loro peccato li aveva riempiti di vergogna, di colpa e di paura. Ma Dio aveva detto che l’uomo sarebbe morto, se avesse disubbidito. E così accadde. “Morte” significa separazione; e in un solo, terribile momento, l’uomo si trovò a essere separato da Dio: morì spiritualmente. Ma cominciò pure a morire fisicamente; perciò, aveva ora un’ anima morta e un corpo morente.

DDF_follaE non era tutto. I figli di Adamo ed Eva ereditarono dai loro genitori una natura corrotta e un carattere peccaminoso. Da allora in poi, come avviene quando un fiume è inquinato alla sorgente, il veleno del peccato ha ricoperto con il suo flusso tutta la discendenza di Adamo, così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato (Rom 5:12).

Sottolineo l’importanza della parola “tutti”, perché essa include ovviamente sia me che te. E probabile che non ci incontreremo mai su questa terra, ma abbiamo questo in comune: siamo peccatori e stiamo morendo. Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi (I Gv 1:18), e se affermiamo di non star morendo, siamo proprio ridicoli! Prendere le cose alla leggera non aiuta affatto a cambiarle. Molti titoli di giornali e programmi radiotelevisivi ci rammentano quotidianamente che il mondo è nel caos. È facile condannare la violenza, l’ingiustizia, il disordine e il male della società, ma prima di criticare gli altri, chiediti se tu sei perfetto e vivi una vita che faccia piacere a un Dio santo. Sei tu assolutamente onesto, puro, amorevole e altruista? Dio sa bene le risposte a queste domande – e anche tu. Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio (Rom 3:23). Tu (ed io) sei peccatore per nascita, per natura, per pratica e per scelta, e hai urgente bisogno di affrontare questi fatti, con le relative conseguenze.

Quanto è grave il peccato?
Quando si diagnostica una malattia, è importante chiedersi se essa sia grave oppure no. Tanto più importante è farsi questa domanda per quanto riguarda la malattia spirituale del peccato. Molti ammettono beatamente di essere dei peccatori, ma non hanno nessuna idea di che cosa stiano parlando in realtà.

Trattano il peccato come se fosse qualcosa di “tipico del carattere umano”, o si nascondono dietro la scusa che “tanto, lo fanno tutti”. Ma queste affermazioni evitano di prendere in considerazione il vero problema: quanto è grave il peccato? Ecco di seguito alcune delle cose che la Bibbia ha da dire su di te, in quanto peccatore.

Sei degradato. Ciò non significa che tu sia il più malvagio possibile, né che tu stia continuamente commettendo ogni tipo di peccato. E neppure significa che tu non riesca a discernere ciò che è giusto da ciò non è giusto, o a fare cose piacevoli e utili. Vuol dire piuttosto che il peccato ha invaso ogni parte della tua natura e della tua personalità: la mente, la volontà, gli affetti, la coscienza, le attitudini, l’immaginazione. Il cuore è ingannevole più d’ogni altra cosa, e insanabilmente maligno (Ger 17:9). La radice dei tuoi problemi si trova non in ciò che fai, ma in ciò che sei! Tu pecchi perché sei un peccatore.

Sei corrotto. La Bibbia non spreca il fiato qui: Perché è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo invidioso, calunnia, superbia, stoltezza (Mr 7:21,22). Nota bene che questo elenco include pensieri, parole e azioni. Ciò sta a dimostrare che, agli occhi di Dio, ogni peccato è ugualmente grave. Alcuni limitano la loro idea di peccato a cose tipo: omicidi, adultèri e furti. La Bibbia, però, fa capire molto chiaramente che non abbiamo nessun diritto di pensare così del peccato. Il peccato è qualsiasi cosa che non corrisponda agli standard perfetti di Dio. Se ciò che diciamo, pensiamo o facciamo è men che perfetto, è peccato. Ora, affronta questa domanda: Chi può dire: “Ho nettato il mio cuore, sono puro dal mio peccato”? (Prov 20:9) Puoi tu? Se non puoi, allora sei corrotto.

Sei un provocatore. La Bibbia insegna che il peccato è non tener conto della legge (I Gv 3:4), ed è quindi una ribellione volontaria contro l’autorità e la legge di Dio. Nessuna legge civile ti obbliga a mentire, ingannare, pensare cose impure, o peccare in qualsiasi altra maniera. Tu scegli di peccare. Tu scegli o decidi di infrangere la legge santa di Dio. Tu disubbidisci deliberatamente a Dio, e ciò è grave, perché Dio è un giusto giudice, un Dio che s’adira ogni giorno (Sl 7:11). Dio non potrà mai essere tenero né indulgente nei confronti del peccato, e sta’ pur certo che neppure un singolo peccato resterà impunito.

La punizione divina del peccato si manifesta in piccola parte durante questa vita (anche se possiamo non rendercene conto). Ma la punizione finale sarà inflitta dopo la morte, quando, nel Giorno del Giudizio, ciascuno renderà conto di sé stesso a Dio (Rm 14:12).

Dove si va dopo?
DDF_cimiteroCi sono molte idee e teorie intorno al “dopo-la-morte”. Alcuni dicono che saremo tutti annientati, altri che andremo tutti in cielo. Altri credono in un luogo dove le anime peccatrici si preparano per il paradiso. Ma non c’è niente nella Bibbia che sostenga idee del genere.

Al contrario, si legge così: Ora è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio (Eb 9:27). Coloro che sono in un giusto rapporto con Dio saranno allora accolti in cielo, per passare l’eternità alla gloriosa presenza di Dio. Tutti gli altri saranno puniti di eterna rovina, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza (II Tess 1:9). La parola più comune per definire questo stato è “inferno”. Diamo un’occhiata ora a quattro verità che lo riguardano.

L’inferno è reale. Non è qualcosa che “la chiesa ha inventato”. La Bibbia parla molto più dell’inferno che non del paradiso, e non lascia adito a dubbi intorno alla sua realtà. La Bibbia parla di persone che non scamperanno al giudizio della geenna [= inferno] (Mt 23:33) e il cui corpo sarà gettato nella geenna (Mt 5:29).

L’inferno è terribile. È descritto nella Bibbia come un luogo di tormento (Lc 16:28), come la fornace del fuoco (Mt 13:42), come un fuoco divorante (Is 33:14) e inestinguibile (Mt 3:12). L’inferno è un luogo di sofferenza, caratterizzato dal pianto e lo stridor dei denti (Mt 22:13), in cui non c’è riposo né giorno né notte (Ap 14:11). Queste sono parole terribili, ma vere. Coloro che si troveranno all’inferno, saranno tagliati fuori da ogni bene, maledetti da Dio ed esclusi dal benché minimo aiuto o conforto arrecato dalla Sua presenza.

L’inferno è definitivo. Tutte le strade per l’inferno sono a “senso unico”. E non c’è sbocco. Fra l’inferno e il cielo è posta una grande voragine (Lc 16:26). L’orrore, l’isolamento e l’agonia dell’inferno servono non a purificare, bensì a punire – per sempre!

L’inferno è giusto. La Bibbia ci dice che Dio giudicherà il mondo con giustizia (At 17:31), ed Egli è perfettamente giusto quando manda i
peccatori all’inferno. Dopo tutto, Egli dà loro ciò che essi hanno scelto: essi rigettano Dio quaggiù; Egli rigetterà loro lassù. Essi scelgono di vivere empiamente; Egli conferma la loro scelta – per sempre. Dio non può essere affatto accusato di ingiustizia o disonestà!Alla luce di queste terribili verità, hai bisogno di riflettere molto attentamente sulla domanda che fu posta un giorno a un gruppo di persone ai tempi del Nuovo Testamento: Come scamperete al giudizio della geenna? (Mt 23:33).

Che aiuto offre la religione?
DDF_religioniL’uomo è stato definito un animale religioso. L'”Encyclopaedia of Religion and Ethics” (Enciclopedia di Religione ed Etica) elenca centinaia di modi in cui gli uomini hanno provato ad appagare i loro desideri e sentimenti religiosi.

Hanno adorato il sole, la luna, le stelle; la terra, il fuoco e l’acqua; idoli di legno, di pietra e di metallo; pesci, uccelli, animali. Hanno adorato innumerevoli dèi e spiriti, frutto della loro immaginazione pervertita. Altri hanno tentato di adorare il vero Dio mediante una vasta gamma di sacrifici, riti, sacramenti e funzioni. Ma la “religione”, per quanto sincera possa essere, non potrà mai risolvere il problema del peccato dell’uomo.
Per almeno tre motivi:La religione non può mai soddisfare Dio. La religione non è altro che il tentativo dell ‘uomo di mettersi a posto con Dio. Ma qualsiasi tentativo di questo genere risulta futile, perché anche i migliori sforzi umani sono invalidati, e quindi inaccettabili a Dio. La Bibbia non potrebbe essere più chiara: tutta la nostra giustizia [è] come un abito lordato (Is 64:6). Dio richiede perfezione: la religione non è in grado di soddisfare questa richiesta.La religione non può mai rimuovere il peccato. Le tue virtù non potranno mai cancellare i tuoi vizi. Le azioni buone non potranno mai cancellare o rimuovere quelle cattive. Se uno è a posto con Dio, ciò non accade in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti (Ef 2:9). Nessuno sforzo o esperienza di tipo religioso (battesimo, confermazione/cresima, Santa Cena/Eucaristia, assiduità ai servizi religiosi, preghiere, offerte, sacrifici di tempo ed energie, lettura della Bibbia o qualunque altra cosa) potrà mai eliminare un solo peccato.La religione non potrà mai cambiare la natura peccaminosa dell’uomo. ll problema non consiste nel comportamento di una persona (il comportamento è solo un sintomo). II “cuore” del problema dell’uomo è il problema del suo cuore, e, per natura, il cuore dell’uomo è corrotto e depravato. Andare in chiesa o prendere parte a cerimonie religiose può farti sentire buono, ma non può renderti buono. Chi può trarre una cosa pura da una impura? Nessuno! (Gb 14:4).

Alcune delle succitate attività religiose sono ovviamente “buone” di per sé. Per esempio, è giusto andare in chiesa, leggere la Bibbia e pregare, perché è Dio stesso che ci dice di tarlo. Ma guarda bene di non contare su queste cose, per metterti a posto con Dio: non solo sono incapaci di far questo, ma affidandoti a esse aggraveresti ulteriormente il tuo peccato e la tua condanna.

C’è una risposta?
Si, c’è! E Dio stesso l’ha provveduta. li messaggio centrale della Bibbia è riassunto in queste parole: Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Gv 3:16).

Abbiamo già parlato del fatto che un Dio giusto e santo deve punire il peccato. Ma la Bibbia ci dice pure che Dio è amore (I Gv 4:8). Se da una parte Dio odia il peccato, Egli ama i peccatori e desidera ardentemente perdonarli. Ma come può un peccatore essere perdonato in maniera giusta, quando la legge di Dio richiede la sua morte fisica e spirituale? Soltanto Dio poteva risolvere questo problema, e l ‘ha fatto nella persona di Gesù Cristo. Il Padre ha mandato il Figlio per essere il Salvatore del mondo (I Gv 4:14).Dio Figlio divenne uomo prendendo su di Sé una natura umana. Ma pur diventando pienamente uomo, Gesù rimase pienamente Dio: la Bibbia dice che in Lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità (Col 2:9). Egli continuò a essere Dio come se non fosse diventato uomo; e diventò totalmente uomo come se non fosse Dio. Gesù è quindi unico, e la Bibbia ce ne dà la conferma in molti modi. li Suo concepimento fu unico: Gesù non ebbe un padre umano, ma fu concepito nel grembo di una vergine tramite la miracolosa potenza dello Spirito Santo. Le Sue parole furono uniche: le persone stupivano del suo insegnamento perché parlava con autorità (Lc 4:32). I Suoi miracoli furono unici: Egli andò attorno guarendo ogni malattia e ogni infermità tra il popolo (Mt 4:23), e in diverse occasioni risuscitò addirittura dei morti. Il Suo carattere fu unico: Egli fu tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato (Eb 4:15). Talché Dio Padre poté dire di Lui: Questo è il mio figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto (Mt 3:17).

Nota bene l’ultima frase! Sta a indicare il fatto che, come uomo, Gesù osservò la legge di Dio in ogni parte, e perciò non fu soggetto alla duplice pena di morte per il peccato. Tuttavia, Egli fu arrestato sulla base di un’accusa infondata, condannato sulla base di prove false, e infine crocifisso a Gerusalemme. Ma la Sua morte non fu un “capriccio” né un incidente inevitabile: faceva parte del determinato consiglio e la prescienza di Dio (At 2:23).

Il Padre mandò il Figlio proprio con lo scopo di pagare la pena di morte del peccato, e Gesù venne volenterosamente. Per usare le Sue stesse parole, lo scopo della Sua venuta sulla terra fu quello di dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti (Mt 20:28). Anche la Sua morte, al pari della Sua vita, fu unica.

È necessario, anzi, vitale, a questo punto, che tu comprenda non solo ciò che avvenne quando Gesù morì, ma anche cosa può significare per te la Sua morte.

Perché la croce?
Tutto l’insegnamento della Bibbia dà risalto alla morte diDDF_croce Gesù. Il punto focale del messaggio biblico non si trova negli insegnamenti meravigliosi di Gesù e neppure nei Suoi miracoli potenti. Certo, essi sono importanti; ma, al di là di tutto, Gesù venne in questo mondo per morire. Cos’è che rende tanto importante la Sua morte? La risposta sta nel fatto che Egli morì come Sostituto, come Portatore del peccato, come Salvatore.

Gesù-Sostituto. In questo si dimostra l’amore di Dio. I peccatori sono colpevoli, perduti e impotenti di fronte alla legge santa di Dio, la quale richiede che ogni singolo peccato sia punito. Come sarebbe possibile scampare alla giusta ira di Dio? La Bibbia risponde così: Dio… mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo.. che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi (Ro 5:8). Come parte di uno straordinario piano di salvataggio, Dio Figlio si offrì volontario per prendere il posto dei peccatori e accollarsi la giusta punizione per il loro peccato. L’innocente Figlio di Dio soffrì e morì volenterosamente al loro posto, lui giusto per gli ingiusti (I Pt 3:18).

Gesù-Portatore del peccato. In questo si dimostra la santità di Dio. Non c’era nessuna “finzione” nella morte di Cristo. La pena per il peccato fu pagata totalmente. Egli morì non soltanto fisicamente, ma anche spiritualmente. Mentre era lì sulla croce, infatti, Gesù gridò: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Mc 15:34). In quel momento tremendo, Dio Padre voltò le spalle al Suo amato Figlio, che cosi patì la pena della separazione da Dio. Nota ora in che modo questo dimostra la santità perfetta di Dio. Ogni singolo peccato deve essere punito. Ora, quando Gesù prese il posto dei peccatori, divenne responsabile dei loro peccati come se li avesse commessi Lui stesso. Proprio l’unico uomo che visse una vita perfetta patì la duplice pena di morte a carico dei colpevoli!

Gesù-Salvatore. In questo si dimostra la potenza di Dio. Tre giorni dopo la Sua morte, Cristo fu dichiarato Figlio di Dio… mediante la sua risurrezione dai morti (Ro 1:14). Egli, dopo che ebbe sofferto, si presentò vivente con molte prove e non muore più; la morte non ha più potere su di lui (At 1:3).

Nel risuscitare Cristo dai morti, Dio dimostrò con potenza di aver accettato la Sua morte al posto dei peccatori come pagamento totale e perfetto della pena del peccato, e come base su cui poter offrire un perdono completo e gratuito a coloro che, altrimenti, sarebbero destinati a passare l’eternità all’inferno.
Ma come può tutto questo essere valido anche per te? Come puoi metterti a posto con Dio? Come può Cristo diventare il tuo Salvatore?

Come posso essere salvato?
DDF_soccorsoDopo aver letto fin qui, vuoi sinceramente essere salvato? Vuoi metterti a posto con Dio – a qualsiasi costo? Se rispondi di no, significa che non hai afferrato l’importanza di ciò hai letto. Dovresti quindi rileggere ancora, lentamente e attentamente, chiedendo nello stesso tempo a Dio di renderti evidenti queste verità.

Se Dio ti ha mostrato il tuo bisogno, e tu vuoi essere salvato, allora devi ravvederti davanti a Dio e… credere nel Signore nostro Gesù Cristo (At 20:21).Devi ravvederti. Il ravvedimento indica un cambiamento totale nei confronti del peccato. Dev’esserci un cambiamento nella tua mente: devi ammettere di essere un peccatore, un ribelle nei riguardi di un Dio santo e amorevole. Dev’esserci un cambiamento nel tuo cuore: un dispiacere sincero, una vergogna vera per l’abiezione e la sozzura del tuo peccato. Poi, devi essere disposto ad abbandonarlo e a cambiare direzione di vita. Dio sfida e stimola le persone a fare opere degne del ravvedimento (At 26:20). Questo è ciò che ti aspetta. Dio non perdonerà quei peccati che tu non sei disposto ad abbandonare. Ravvedersi vuoi dire prendere una nuova direzione, cercando con tutto il cuore di vivere in un modo che sia gradito a Dio.

Devi credere in Cristo. Prima di tutto, ciò significa accettare il fatto che Gesù sia il Cristo, il Figlio del Dio vivente (Mt 16:16), e che Egli, a suo tempo, è morto per gli empi (Ro 5:6)). In secondo luogo, significa credere che, nella Sua potenza e nel Suo amore, Cristo è capace di salvarti ed è disposto a farlo. Infine, significa riporre realmente la tua fiducia in Cristo, contando su di Lui, e Lui soltanto, per metterti a posto con Dio. La tua natura orgogliosa e peccatrice combatterà contro la decisione di abbandonare qualsiasi fiducia nella tua “bontà” o religione. Tuttavia, non hai alternativa. Devi cessare di aver fiducia in qualsiasi altra cosa, e aver fiducia solo in Cristo, il quale può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio (Eb 7:25) .

DDF_preghieraSe Dio ti ha mostrato il tuo bisogno, e ti ha dato questo desiderio, allora rivolgiti a Cristo – fallo ora! L’ideale sarebbe che tu Lo pregassi ad alta voce: ti aiuterebbe a essere sicuro di ciò che stai facendo. Confessa di essere un peccatore colpevole, perduto e impotente, e con tutto il cuore chiedi a Cristo di salvarti e di prendere il Suo giusto posto di Signore della tua vita, mettendoti in grado di abbandonare il peccato e vivere per Lui.

La Bibbia dice che, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto col cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato (Ro 10:9); inoltre, è scritto che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato (Ro 10:13). Se davvero confidi in Cristo come tuo Salvatore, e Lo riconosci come tuo Signore, puoi fare tue queste promesse!

Che strada percorre adesso?
DDF_scacchiSe ora credi in Cristo, ci sono molte cose stupende in cui potrai rallegrarti. Per esempio, adesso sei in un giusto rapporto con Dio. La Bibbia ne parla usando i termini: “essere giustificati”, e dice che, giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore (Ro 5:1). Per mezzo di Cristo, i tuoi peccati sono stati affrontati. Chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati mediante il suo nome… (At 10:43).

Poiché in lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia (Ef 1:7). Tu appartieni ora alla famiglia di Dio: tutti coloro che confidano in Cristo ricevono il diritto di diventar figli di Dio (Gv 1:12). Sei al sicuro per l’eternità: non c’è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù (Ro 8:1). Dio stesso è venuto nella tua vita nella persona dello Spirito Santo: lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi (Ro 8:11). Che grandi verità!Ora hai bisogno di crescere nella tua nuova vita spirituale. Ecco quattro cose a cui dovrai fare bene attenzione:

Preghiera. Adesso sei in grado di parlare con Dio come con tuo Padre, cosa che non hai mai potuto fare prima. Puoi adorarLo, lodarLo per la Sua gloria, la Sua potenza, la Sua santità e il Suo amore. E potrai chiederGli il perdono quotidianamente. Infatti, neppure coloro che diventano figli di Dio sono perfetti, ma se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità (I Gv 1:9). Puoi ringraziare Dio ogni giorno per la Sua bontà verso di te. Ci sono tante cose per cui vorrai esserGli riconoscente, compresi quei benefici giornalieri che cosi facilmente si prendono per scontati. Ma, in modo speciale, Gli dirai grazie per averti salvato e accettato nella Sua famiglia, dandoti in dono la vita eterna. Non dovrebbe mai risultarti difficile far questo! Potrai anche chiedere il Suo aiuto, la Sua forza, la Sua guida, sia nella tua vita sia in quella di altri. E, in particolare, vorrai pregare per altre persone di tua conoscenza che sono lontane da Dio, come lo eri tu.

DDF_leggereLettura della Bibbia. Mediante la preghiera, tu parli con Dio; mediante la Bibbia, Dio parlà a te. È perciò molto importante che tu la legga ogni giorno, esaminando che cosa sia gradito al Signore (Ef 5:10). Quando la leggi, chiediGli di renderti capace di intenderne il senso e di osservarne l’insegnamento, perché tu possa crescere per la salvezza (vedi I Pietro 2:2).

Comunione fraterna. Ora che sei entrato a far parte della famiglia di Dio, Egli vuole che tu incontri regolarmente i tuoi fratelli e sorelle! Facciamo attenzione gli uni agli altri… non abbandonando la nostra comune adunanza… ma esortandoci a vicenda (Eb 10:25). Ciò significa unirsi a una chiesa locale. Fa’ in modo che questo accada il più presto possibile! Scegliere la chiesa giusta non è sempre facile; e tu vorrai trovarne una dove siano chiaramente credute e insegnate le verità bibliche delle quali hai letto. Nella tua chiesa locale scoprirai ancora più cose su Dio e trarrai beneficio dalle esperienze personali di altri credenti. Verrai a sapere quanto siano importanti le direttive di Dio intorno al battesimo e alla Santa Cena (Eucaristia), e scoprirai la gioia di condividere con altri i doni e le capacità che il Signore ti ha dato. Tu hai bisogno della chiesa, e la chiesa ha bisogno di te!

Servizio. Sarà ora tuo privilegio servire 1’Eterno, ch’è il tuo Dio, con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua (Deut 10:12). Ricorda sempre che Dio ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata (II Tim 1:9). Fa’ della santità una priorità assoluta della tua vita! Perché questa è la volontà di Dio: che vi santifichiate (I Tess4:3). Poi, cerca di usare i tuoi doni particolari al servizio di Dio; ricorda che sei stato creato in Cristo Gesù per le opere buone (Ef 2:10) . Infine, sfrutta le opportunità che avrai per raccontare ad altri le grandi cose che il Signore ti ha fatto (Mc 5:19). Parlare ad altri di Cristo non è solo un dovere, per coloro che confidano in Lui, ma è pure una gioiosa esperienza!

D’ora in poi, impegnati a vivere in modo tale che, in ogni aspetto della tua vita, tu possa proclamare la potenza di colui che [ti ha chiamato] dalle tenebre alla sua luce meravigliosa! (I Pt 2:9).

 

Domande di fondo di John Blanchard (Ed. VDB, 1989)
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