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Libertà

, 18 Ottobre 2018

The Giver, il mondo di Jonas, è un film del 2014 in cui si immagina una società futura dove il governo, oltre ad assegnare a ogni individuo senza possibilità di scelta un lavoro e un coniuge, per mezzo di una misteriosa iniezione tiene repressi i sentimenti per evitare che essi possano far nascere conflitti tra i cittadini.

La libertà individuale, di scelta e addirittura di provare emozioni, viene dunque barattata in cambio della pace e della armonia sociale, almeno apparente. Il protagonista del film alla fine capisce che questo baratto ha privato l’uomo del succo della vita e riesce a restituire ai suoi concittadini la libertà.

La libertà o meglio le libertà, quella fisica, quella di poter prendere decisioni, provare emozioni, esprimere opinioni, persino di sbagliare è uno dei doni più preziosi che Dio ha fatto l’uomo, come sanno bene i carcerati o chi vive in regimi dittatoriali. Al contrario è un dono poco apprezzato da chi di queste libertà può godere pienamente, come il sottoscritto e presumibilmente la maggior parte di voi.

Il valore della libertà è la risposta a una domanda che spesso viene fatta dai non credenti: ma se Dio è infinitamente buono e infinitamente potente perché c’è tanto male nel mondo? Perché Auschwitz? Perché i bambini muoiono di fame?

La risposta sta nel fatto che Dio non ha creato automi già programmati per compiere determinate scelte e determinate azioni ma persone e come tali dotate di emozioni, volontà e intelletto. Dio ci ha donato la libertà, la libertà di pensare e agire, di far del bene o del male, di decidere come impiegare i doni, i talenti e le risorse ricevute. E soprattutto ci ha donato la libertà di scegliere se ubbidire a Dio o ribellarsi a Lui.

La scrittura e l’esperienza ci dicono che l’uomo ha usato e sta usando la libertà ricevuta nel peggiore dei modi e purtroppo vediamo gli effetti, diretti e indiretti, del peccato, che è appunto la ribellione a Dio, il fallire lo scopo per cui siamo stati creati.

Non incolpiamo Dio di negligenza, di impotenza o di scarsità di amore, ma ringraziamolo per il dono della libertà e facciamo buon uso di questo regalo chiedendo a lui di allineare la nostra volontà alla Sua che è perfetta e Santa.

Se il primo uomo avesse fatto così, se tutti facessimo così vivremmo in un mondo ideale, non quello di Jonas privo di libertà e di sentimenti ma quello secondo il piano di Dio, pieno di gioia, amore e pace, con individui liberi che per scelta decidono di ubbidire e amare Dio.

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