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Non è stata colpa mia!

, 28 Giugno 2016

Non è stata colpa mia” ha detto mia figlia di 4 anni dopo aver fatto cadere il bicchiere di latte sulla tavola; inutile dire che era completamente sola per cui era chiaro di chi fosse la responsabilità.

Non è stata colpa mia” è la frase che qualunque genitore si sente ripetere spesso dai propri figli, specie in giovane età. Magari non con queste parole, ma  è un concetto che anche noi adulti ripetiamo spesso; lo scaricabarile, il cercare alibi, l’attribuire agli altri le colpe è uno sport diffusissimo, una attività che più o meno consapevolmente facciamo continuamente, perché è nella natura dell’uomo.

Non è stata colpa mia” ha detto Adamo a Dio nel paradiso terrestre, “è stata colpa di Eva, della donna che tu mi hai messo accanto”, attribuendo di fatto a Dio il motivo della sua disubbidienza.

Il capitolo 3 della Genesi 3 ci mostra che sin dal principio l’uomo ha avuto e ha due problemi; il primo è il peccato e cioè  la disubbidienza a Dio, la trasgressione delle perfette leggi divine, il rifiuto di riconoscere il Dio della Bibbia per chi Lui è, il voler mettere sé stesso sul trono che spetta a Lui solo. Filosofi, sociologi, antropologi, psicologi si affannano a negarne l’esistenza, ma il peccato esiste ed è la causa dello sfacelo del mondo. Possiamo anche non nominarlo o chiamarlo in un altro modo, ma è evidente che gli uomini peccano, non si comportano come dovrebbero; basta accendere la Tv o guardarci attorno e vediamo miserie, violenza, orrori di ogni tipo, tutte cose frutto del trasgredire la volontà di Dio. Il mondo sarebbe molto migliore se l’uomo non peccasse.

Il secondo problema dell’uomo è che non ammette le sue colpe, non si riconosce peccatore, continua a dire, anche di fronte all’evidenza,  “Non è stata colpa mia”. E questo  è ancora più grave; Dio infatti ha trovato e messo in atto la soluzione al primo problema e questa soluzione è il sacrificio espiatorio di Cristo, che con la sua morte si è accollato la colpa dei nostri peccati e ci ha procurato la riconciliazione con Dio. Ma non esiste rimedio se non ci riconosciamo peccatori.

Ecco, io ti condannerò perché hai detto: “Non ho peccato” ha detto  Dio per bocca del profeta (Geremia 2:35). Se ci ostiniamo a dire che la colpa non è nostra, ma degli altri, dei nostri genitori, della società, di Dio stesso, non c’è soluzione e moriremo nei nostri peccati.

Raccogliamo allora l’esortazione dei profeti, di Giovanni Battista, di Pietro e di Gesù stesso: Ravvedetevi, dunque confessate i vostri peccati, riconoscete che siete peccatori e otterrete il perdono e la vita eterna.

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