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La sorpresa di Pasqua

, 1 Aprile 2016

Nei giorni scorsi, milioni di italiani hanno aperto le classiche uova di cioccolato, trovando altrettanto “sorprese”, per la maggior parte paccottiglia di dubbio gusto o giochini di cui i bambini si stancheranno presto. Mi chiedo quanti, nell’aprire l’uovo, abbiano pensato a  quella straordinaria sorpresa che il Signore ha fatto trovare ai suoi discepoli  e indirettamente a noi tutti una domenica mattina di 2000 anni fa.

Maria Maddalena e le altre donne che, mosse dall’amore verso il loro amico morto meno di 48 ore prima, si stavano recando alla sua tomba per ungerne il cadavere e completare così le procedure di seppellimento, si trovarono davanti a una cosa del tutto inaspettata: la tomba era vuota, il cadavere non c’era più. La prima reazione delle donne fu quella che avremmo avuto anche noi: Hanno tolto il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’abbiano messo (Giovanni 20:2);  e quando le donne riferiscono il fatto agli apostoli, questi pensano stiano vaneggiando ( Luca 24:11).

Nessuno si aspettava che Gesù fosse risorto, nonostante egli stesso lo avesse predetto diverse volte; ad esempio, nel 9° capitolo del vangelo di Marco leggiamo che, dopo la trasfigurazione,  mentre scendevano dal monte, egli ordinò loro di non raccontare a nessuno le cose che avevano viste, se non quando il Figlio dell’uomo fosse risuscitato dai morti. Essi tennero per sé la cosa, domandandosi tra di loro che significasse quel risuscitare dai morti.

Gli apostoli non avevano capito le profezie di Gesù riguardo la sua resurrezione; d’altronde, in quei giorni, una importante corrente religiosa, quella dei sadducei,  credeva che non ci sarebbe stata alcuna resurrezione, mentre i farisei aspettavano quella che sarebbe avvenuta alla fine dei tempi. Emblematica è la risposta di Marta, la sorella di Lazzaro, che quando Gesù le dice: «Tuo fratello risusciterà» essa risponde «Lo so che risusciterà, nella risurrezione, nell’ultimo giorno» (Giovanni 11:23-24).

Anche per gli apostoli e per i più intimi di Gesù, la tomba vuota fu una sorpresa, meravigliosa, infinitamente preziosa  e veramente inaspettata, una sorpresa che fu completata dalle apparizioni del Risorto che dimostrarono senz’ombra di dubbio la avvenuta risurrezione.

Giovanni 20:2 e Matteo 28:8 riportano poi un particolare importante: Maria e le altre donne corrono via dal sepolcro verso gli apostoli per annunciare loro quanto visto e vissuto.  Quella corsa indica entusiasmo, zelo,  gioia, desiderio di raccontare e di condividere la propria esperienza. Non so se vi siete mai chiesti perché Cristo non apparse a Pilato o a Caifa o in mezzo al sinedrio o nel tempio? Perché non tenne alcun comizio pubblico? Perché Dio lo ha risuscitato il terzo giorno e volle che egli si manifestasse  non a tutto il popolo, ma ai testimoni prescelti da Dio? (Atti 10:39-41). Gesù volle che i discepoli fossero i testimoni della resurrezione, come racconta la storia della chiesa primitiva (At 1:22; 2:32; 3:14,15); ma quello di testimoniare della Sua vittoria sulla morte è un compito, un privilegio riservato a tutti noi, che abbiamo creduto e abbiamo sperimentato direttamente che Gesù è vivente

E’ un privilegio ma anche una  responsabilità: chi se non noi deve annunciare la resurrezione?  Chi se non noi deve annunciare al mondo che Cristo è vivente? Cristo ha scelto noi, ha scelto me, ha scelto te. Allora non stiamo seduti ad aspettare che gli altri vengano da noi, ma corriamo, corriamo ad annunciare Cristo risorto e vivente.

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