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Ciao.
Mi chiamo Filippo e sono nato in una famiglia cristiana (non cattolica,
come molti potrebbero pensare). Al contrario, una famiglia che
aveva affidato la propria vita al Signore Gesù e a Lui solo, né
alla Madonna, né ai santi, solo a Gesù, perché Lui solo si è fatto
uomo ed è morto per al nostro posto per i peccati che noi abbiamo
commesso. Dio dice infatti “Tutti hanno peccato e sono privi della
gloria di Dio” (Romani 3:23).
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Essendo cresciuto in una famiglia cristiana e avendo sempre ricevuto
una buona educazione, non ho mai sentito il bisogno di provare emozioni
forti, frequentare discoteche, fumare o bere. Sono quindi cresciuto
in modo tranquillo, cercando sempre di dare il massimo a scuola e non
deludere mai nessuno.
Sentivo, tuttavia, che mi mancava qualcosa rispetto
alle persone che mi erano vicine, come i miei famigliari, ma il problema
non mi si è mai posto più di tanto, perché in tutti i miei coetanei
e in tutte le persone “del mondo”, quindi non credenti che incontravo,
riscontravo sempre, come una legge fisica che non sbaglia mai, lo stesso
vuoto. Gli uni non si preoccupavano della loro vita perché troppo giovani
e euforici, gli altri non si preoccupavano allo stesso modo perché affannati
e oppressi dalle preoccupazioni della vita, o perché troppo pieni di
sé.
Sono rimasto in questa situazione per vari anni, come incastrato in
una realtà che certamente non sentivo appartenermi.
Non ero certamente come le persone “speciali” che mi circondavano, ripiene
della felicità e della gioia che solo con Gesù nel cuore si può provare.
Sapevo però di cosa avevo bisogno e come fare ad arrivarci. Come già
detto, mi mancava lo slancio e il coraggio di scappare da una situazione
apparentemente normale, ma in realtà illusoria, in cui il nemico delle
nostre anime, Satana, mi aveva intrappolato.
È una cosa molto sottile, subdola. Finché non passi dall'altra parte,
finché non salti quel fossato, finché non passi dalla morte alla vita
non ti puoi rendere conto. Lo so perché l'ho vissuto sulla pelle.
Alcune persone (ora cari fratelli) mi avevano parlato dell'episodio
biblico del Faraone d'Egitto, a cui Dio aveva parlato molte volte attraverso
Mosè, segni chiari, e piaghe. Il Faraone, tuttavia, per orgoglio, non
aveva ascoltato il Signore. Anzi, gli si era ribellato e il Signore
aveva indurito il suo cuore.
Questo fece molto a riflettere. Il Signore non parla infatti molte volte
al cuore dell'uomo. In Apocalisse 3:20 sta scritto: “Ecco, io sto alla
porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò
da lui e cenerò con lui ed egli con me.”
In lacrime, sotto il peso della mia situazione davanti al Signore, sotto
il peso delle mie colpe che d'altra parte ogni uomo si porta dietro,
convinto della mia situazione di peccato, nonostante pensassi di essere
in fondo una brava persona e certo che il Signore era morto anche perché
io avessi la vita, mi sono inginocchiato e ho affidato la mia
vita al Signore Gesù. Senza formule “ready-to-use”, preconfezionate
e vuote di significato. Ho parlato al mio Signore in modo del tutto
personale e spontaneo, dicendo che da quel momento in poi volevo fosse
Lui a guidare la mia vita. Gli ho detto che volevo scaricare i miei
pesi e i miei peccati su di Lui.
Il Signore sta bussando al tuo cuore con queste parole. Non
è certo un caso che tu stia leggendo questa testimonianza.
Non aspettare altro tempo, affida la tua vita a Lui e non sarai mai
deluso. Dio ha infatti promesso di essere con i Suoi figli ogni giorno
della loro vita e di non abbandonarli mai. Benedizioni e pace ti attendono
in questa vita e per il resto dell'eternità insieme a Lui.
Certamente la vita non è sempre facile, questo Lui non l'ha mai promesso.
Il nemico cerca sempre di insidiare la nostra felicità, ci tenta e non
esita a escogitare piani per farci cadere. La mia certezza e di tutte
le persone che hanno sperimentato l'amore di Dio in modo personale,
è che niente e nessuno ci potrà mai separare da Lui.
Tutto questo lo sto provando ogni giorno, sento una pace, una gioia,
una tranquillità immensa, per la quale ogni giorno ringrazio il Signore,
parlandogli e confidandogli le mie paure e timori e affidandogli la
mia giornata ogni giorno che passa.
Sono sicuro che può succedere qualsiasi cosa, ma il mio Signore rimane
sempre fedele e il Suo braccio non si accorcia mai. È sempre pronto
a aiutare, a salvare. Ora lo sai anche tu.
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