Il primo complesso di cui ha fatto parte riscuoteva un discreto
successo al livello locale. Poi Harry si unì a un altro gruppo,
e a sedici anni iniziò a cantare da solo a matrimoni, e a vari
tipi di festa e serate speciali. Fu allora che imparò a suonare
la chitarra. Più tardi gli venne chiesto di fare un'audizione
(la prima che avesse mai fatta). Si qualificò come cantante.
Una sera, mentre Harry cantava insieme al gruppo di cui faceva
parte, un certo Johnny Foster si avvicinò e si offrì di diventare
il loro manager. Era una persona decisa e persuasiva, e con lui
il gruppo fece parecchi passi in avanti. Seguendo il suggerimento
di Foster, Harry cambiò nome, diventando Cliff Richard. Seguirono
alcuni dischi di un discreto successo, ma fu la prima tournée
del gruppo a lanciarli. Nel 1959 il gruppo cambiò nome, e così
nacquero gli "Shadows".
A metà del 1961 Cliff era arrivato nella classifica dei primi
venti dischi, e aveva vinto due dischi d'oro per aver venduto
più di un milione di dischi. Fece tre film, uno dei quali era
il ben riuscito musical britannico intitolato "The Young
Ones".
Nel 1965, lo stesso anno in cui venne acclamato come miglior
cantante maschile nel mondo dalla New Musical Express, battendo
addirittura Elvis e i singoli Beatles, Cliff già aveva iniziato
il suo cammino cristiano. Nel 1966 fece una dichiarazione pubblica
della sua fede in una campagna evangelistica di Billy Graham.
Molti dei suoi fans pensavano erroneamente che questo avrebbe
significato il suo "Addio" al mondo dello spettacolo.
Dopo tanti anni nel mondo dello spettacolo, rimane uno degli
intrattenitori più ricercati in Europa. Sopravvivere come star
per 4 decenni è già una conquista in sé, e fa pensare a una persona
dotata di grande talento e di un temperamento di alto calibro.
Riuscire a sopravvivere con modestia, autocontrollo e dignità,
lasciare uno stile tanto ben ricevuto come il rock & roll,
e crescere verso la maturità come intrattenitore completo, mantenendo,
comunque, sia la sua corona sia la testa, è (a dir poco) molto
insolito. La musica pop moderna si impegna a fare delle persone
dei personaggi di rilievo, ma per tutta la strada, seppur con
una dose normale di difetti e di fallimenti, Cliff è rimasto una
persona, e una persona molto interessante, per giunta.
Benché ci fossero centinaia di cantanti e gruppi nel 1958, dalla
massa emerse questo giovane che sopravvisse a tanti mutamenti
nei gusti del pubblico, e rimane tutt'ora uno degli intrattenitori
più ricercati e meglio pagati nel Regno Unito. Per arrivare al
successo, però, ha dovuto impegnarsi in prove interminabili, e
soltanto il suo entusiasmo marcato l'ha spronato a fare quelle
lunghissime ore di lavoro mal rimunerato in sale da ballo e nei
pub, rinunciando a tantissimi piccoli lussi per poter finanziare
la carriera che aveva scelto. L'educazione che aveva ricevuto
a casa gli ha fornito in modo eccellente i mezzi necessari per
cavarsela nel mondo tanto volubile della musica.
La conseguenza è che Cliff è sempre stato conosciuto come una
star modesta. Non è per nulla "viziato", è disinvolto
e affronta il successo e la fama senza scomporsi. Sono tre le
qualità più importanti di Cliff, la sua voce, il suo aspetto e
la sua personalità.
Un paio di anni dopo, iniziò a interessarsi a TEARFUND, un'opera
umanitaria evangelica che si impegna a combattere la povertà nel
mondo. Cliff lo sentiva particolarmente vicino al suo cuore perché
aveva ancora molto vivi i ricordi della penuria che egli stesso
aveva conosciuto da piccolo. Quando la sua famiglia rientrò dall'India
nel lontano 1947, lui aveva soltanto 6 anni. Si ricorda molto
bene l'aiuto dato da amici e parenti quando lui e gli altri 5
componenti della sua famiglia si trasferirono da una sola stanza
a una casa popolare in cui non c'era neanche un mobile. Benché
non rimpianga la povertà, è contento di aver avuto anche quell'esperienza:
"Mi ha insegnato molto. Per me è difficile spendere dei soldi
perfino anche adesso. Mi faccio ancora la domanda: Ne ho veramente
bisogno? Non riesco a liberarmi completamente dal ricordo di tutti
quegli anni in cui dovevamo badare a ogni spicciolo."
Quali sono i ricordi più forti del suo coinvolgimento trentennale
con Tearfund? "Tantissimi. Il mio primo viaggio a Bangladesh
è stato proprio traumatizzante. Era la prima volta che andavo
a vedere una situazione del Terzo Mondo, e sono stato gettato
allo sbaraglio. Gli infermieri ci hanno portati a vedere i campi
di profughi e non abbiamo visto il campo peggiore perché lì gli
escrementi umani arrivavano alle ginocchia. Siamo stati portati
ai campi un po' 'migliori', ma perfino quelli erano spaventosi".
Racconta anche come si era sentito disorientato e come si chiedeva
se non avrebbe fatto meglio a rimanere là per aiutare. Un'infermiera
gli rispose con tanta dolcezza e saggezza: "Sai fare le punture?"
Chiaramente la risposta era no. "Allora", proseguì,
"il tuo posto non è qui. Va' a far conoscere questa realtà
al resto del mondo. Quello lo puoi fare tu mentre io non sono
in grado di farlo". Ricorda anche i viaggi in posti come
il Kenia e il Nepal che lo hanno segnato. "Non puoi cancellarne
il ricordo, anche se non vivi tu quelle situazioni. Essere confrontati
da persone che stanno morendo prematuramente è qualcosa che turba".
Oggi Cliff è uno dei VicePresidenti di Tearfund, e la seguente
preghiera illustra molto bene gli scopi di quest'opera: