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Domande
di fondo
di John Blanchard
(Ed. VDB, 1989)
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La vita è piena di domande. Alcune sono banali, altre sono
più serie; altre ancora sono tremendamente importanti! Forse,
proprio mentre leggi queste parole, potresti porti delle domande intorno
alla tua salute, o la tua situazione economica, il tuo lavoro, la
tua famiglia, il tuo futuro.
Ma le domande più importanti, le domande
di fondo,
riguardano Dio e il tuo rapporto con Lui - non c'è niente di
più importante nella vita. Certo, tutti vogliono una buona
salute, una stabilità economica, un impiego sicuro, una famiglia
felice, un futuro promettente. Eppure anche queste cose sono temporanee
e, alla fin fine, prive di senso... a meno che tu non abbia un rapporto
reale con Dio, un rapporto aperto, sicuro, che duri per sempre. Continua
a leggere, forse potrai scoprire perché un tale rapporto sia
così necessario e urgente, e come sia possibile instaurarlo.
Quelle che seguiranno sono le domande più serie e importanti
che si possano fare. Le risposte sono quelle di cui tutti hanno bisogno.
Non puoi permetterti di perdere il loro messaggio!
C'è nessuno là?
Dio Parla?
Com'è Dio?
Chi sono io?
Che cosa è andato storto?
Quanto è grave il peccato?
Dove si va dopo?
Che aiuto offre la religione?
C'è una risposta?
Perché la croce?
Come posso essere salvato?
Che strada percorrere adesso?
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C'è nessuno
là?
Questa è la domanda basilare. Se Dio non esiste, non
ha senso cercarLo. Or senza fede è impossibile
piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere
che egli è, e che dà la ricompensa a tutti quelli
che lo cercano. (Eb 11:6). Benché non si possa
"provare" matematicamente l'esistenza di Dio, l'evidenza
dei fatti è molto convincente. Prendi, ad esempio,
l'esistenza dell'universo.
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Dire che l'universo sia il risultato di un "incidente"
fa sorgere molte domande... ma nessuna risposta. Questo è
vero anche per la teoria del "Big Bang". Da dove deriva,
per esempio, la materia primordiale? Neppure un... grande "bang"
può creare qualcosa dal nulla! L'idea evoluzionistica è
molto diffusa, ma è altrettanto inconsistente: come può
il "nulla" evolversi in "qualcosa"? Non parliamo,
poi, delle forme straordinariamente complesse di vita terrestre...
Tutte le teorie si dimostrano ugualmente fragili. L'unica spiegazione
soddisfacente è questa: Nel principio Iddio creò
i cieli e la terra. (Gen 1:1) Il nostro mondo non è
il risultato casuale di un gigantesco colpo di fortuna che ha
fatto uso di "ingredienti" che erano là da sempre.
Invece, i mondi sono stati formati dalla parola di Dio; così
le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti.
(Eb 11:3) La creazione ha avuto un inizio, ed è stato
Dio a portarla all'esistenza. Poiché egli parlò,
e la cosa fu; egli comandò e la cosa apparve (Sl 33:9).
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Tutto questo è sottolineato dallo straordinario
ordine e disegno che vediamo dappertutto, e dalle leggi universali
che tengono insieme tutte le cose: dalla vastità del
cosiddetto spazio esterno agli organismi microscopici. Ma il
disegno richiede un disegnatore, e le leggi un legislatore.
Dio è l'uno e l'altro! Il Dio che ha fatto il mondo
e tutte le cose che si trovano in esso, essendo Signore del
cielo e della terra... (At 17:24).
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Ma la prova più
forte a favore della creazione è l'uomo stesso. A differenza
degli altri animali, l'uomo possiede qualcosa che noi chiamiamo "personalità";
egli fa delle scelte intelligenti, ha una coscienza, e può distinguere
fra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
Egli è capace di amore e compassione; ma, soprattutto, ha l'istinto
di adorare. Da dov'è che ha preso queste qualità? Né
l'evoluzione né una valanga di "incidenti" avrebbero
potuto produrle. La risposta più chiara è questa: E
l'Eterno Iddio formò l'uomo dalla polvere della terra, gli soffiò
nelle narici un alito vitale, e l'uomo divenne un' anima vivente. (Gen
2:7). L'uomo non è un frutto del caso; è stato invece
fatto in modo stupendo (Sl 139:14) dal Creatore dell'universo.
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Dio parla?
La domanda è di vitale importanza. Abbandonati a noi stessi, ci
troviamo nella completa ignoranza di Dio. Puoi tu scandagliare le
profondità di Dio? Arrivare a conoscere appieno l'Onnipotente?
(Gb 11:7). Dio è al di là della nostra comprensione,
e noi abbiamo bisogno che sia Lui a rivelarsi a noi.
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| La creazione è uno dei tanti modi in cui Egli
si rivela. I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento annuncia
l'opera delle sue mani (Sl 19:1). La sola grandezza dell'universo,
con il suo meraviglioso equilibrio, la sua varietà, la sua bellezza,
rivela molto del Dio che l'ha fatto. È nella creazione che Dio
mostra la Sua stupenda potenza, la Sua maestosa intelligenza e la Sua
brillante immaginazione. Infatti le sue perfezioni invisibili, la
sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla
creazione del mondo, quando le si intende attraverso le sue opere; perciò
essi sono inescusabili (Rm 1:20).
Quando comunichiamo gli uni con gli altri, facciamo molto affidamento
sulle parole. Anche Dio parla agli uomini mediante l'uso di parole -
quelle della Bibbia. Quasi 4.000 volte nel solo Antico Testamento (di
cui ben 500 nei primi cinque libri) potrai trovare frasi del tipo: "Il
Signore ha parlato", "Il Signore ha comandato..." e "Il
Signore ha detto...". Per questo motivo, si afferma che le Scritture
non hanno mai avuto origine in parole umane, ma degli uomini hanno
parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo
(I Pt 1:21). In nessun altro brano letterario possiamo trovare
decine e decine di profezie chiare e dettagliate - fatte da uomini che
affermavano di parlare da parte di Dio - che più avanti si siano
adempiute alla lettera. Le probabilità a sfavore di un adempimento
casuale di queste profezie sono troppe, per poter prendere sul serio
questa possibilità.
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| Inoltre, c'è l'impatto che la Bibbia ha
sulla vita delle persone. Nessun altro libro ha mai avuto una tale
potenza trasformatrice di vite umane. Milioni di persone, nel corso
dei secoli, hanno constatato che la legge dell'Eterno è
perfetta, essa ristora l'anima; la testimonianza dell'Eterno è
veritiera, rende saggio il semplice. l precetti dell'Eterno son
giusti, rallegrano il cuore; il comandamento dell'Eterno è
limpido, illumina gli occhi (I Tim 3:16). |
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Dopo ben 2.000 anni, nessun "esperto" in qualsiasi
campo ha mai potuto confutare neanche una sola frase o affermazione della
Bibbia. Il motivo è questo: Ogni Scrittura è ispirata
da Dio. Dovremmo perciò accettarla non come parola di uomini, ma,
quale essa è veramente, come parola di Dio (I Tess 2:13).
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Com'è Dio?
Questa è chiaramente la domanda successiva che dobbiamo farci.
Riconoscere l'esistenza di Dio è una cosa; riconoscere Dio nel
senso generale in cui Egli ci parla attraverso la creazione e tramite
le pagine della Bibbia, è un'altra. Ma occorre saperne di più.
Com'è Dio, in realtà?
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La Bibbia dà molte risposte chiare ed esplicite
a questa domanda così importante. Eccone alcune.
Dio è un Dio personale. Dio non è una
"cosa", una "potenza" o un "influenza".
Egli pensa, prova sentimenti, desidera e agisce in modi che Lo presentano
come un Essere vivente e personale. Ma Egli non è semplicemente
"il tizio del piano di sopra", o una specie di "superman".
L'Eterno è il vero Dio, egli è l'Iddio vivente, e
il re eterno (Ger 10:10).
Dio è "plurale". C'è un solo
vero Dio. Egli dice: lo sono il primo e sono l'ultimo, e fuori di
me non v'è Dio (Is 44:6). Eppure Dio si è rivelato
come una "trinità" di Persone - il Padre, il Figlio
(Gesù Cristo) e lo Spirito Santo - ognuna delle quali è
realmente, pienamente e ugualmente Dio. La Bibbia parla della gloria
di Dio Padre; dice che la Parola [Gesù Cristo]
era Dio e parla del Signore [che] è lo
Spirito. Pur essendoci un unico Dio, ci sono tre Persone nella
Divinità.
Dio è spirituale. Egli non ha dimensioni fisiche:
non ha un corpo né delle caratteristiche tali da poter essere
definite in termini di dimensione o di forma. Dio è Spirito;
e quelli che l'adorano, bisogna che l'adorino in spirito e verità
(Gv 4:24). Ciò significa che Dio è invisibile. Nessuno
ha mai visto Dio (Gv 1:18). E significa anche che Egli non è
confinato a un luogo solo alla volta, ma si trova dovunque e per tutto
il tempo: Non riempio io il cielo e la terra? dice l'Eterno (Ger
23:24). Tralasciando tutto il resto, ciò vuol dire che Dio
è pienamente cosciente di qualsiasi cosa accada ovunque. Il che
include non solo quello che fai o dici, ma anche ogni pensiero che ti
passa per la mente.
Dio è eterno. Dio non ha avuto un inizio. Come
dice la Bibbia, da eternità in eternità, tu sei Dio
(Sl 90:2). Non c'è mai stato un momento in cui Dio non sia
esistito, né ce ne sarà uno nel futuro quando Egli non
esisterà. Dio si autodescrive come colui che è, che
era e che viene (Ap 1:8). Ed Egli resta sempre lo stesso: lo,
l'Eterno, non muto (Mal 3:6). Tutto ciò che Dio è
stato, Egli è tuttora e sarà per sempre.
Dio è indipendente. Ogni altro essere vivente
dipende da cose o persone, e in definitiva da Dio. Ma Dio è totalmente
indipendente dalla Sua creazione. Egli può sopravvivere da Sé
stesso. Dio non è servito dalle mani dell'uomo come se avesse
bisogno di qualcosa; lui, che dà a tutti la vita, il respiro
e ogni cosa (At 17:25).
Dio è santo. Chi è pari a te fra
gli dèi, o Eterno? Chi è pari a te, mirabile nella tua
santità, tremendo anche a chi ti loda...? (Es 15:11) Non
può esserci confronto con la santità di Dio. Non v'è
alcuno che sia santo come l'Eterno (I Sam 2:2), che è assolutamente
privo di qualsiasi colpa o difetto. La Bibbia dice di Lui: Tu...
hai gli occhi troppo puri per sopportare la vista del male, e... non
puoi tollerare lo spettacolo dell'iniquità (Ab 1:13). E
tale Dio santo richiede santità da ognuno di noi. Il Suo imperativo
per noi oggi è questo: Siate santi, perché io sono
santo (I Pt 1:16). |
| Dio è giusto. La Bibbia
dice che l'Eterno è un Dio di giustizia (Is 30:18) e
che giustizia ed equità son le basi del suo trono (Sl
97:2). Dio è non solo il nostro Creatore e Sostenitore,
ma anche il nostro Giudice, che premia e che punisce, nel tempo
e nell'eternità, con una giustizia perfetta, inappellabile
e indiscutibile. |
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Dio è perfetto. La Sua è
una conoscenza perfetta. E non v'è nessuna creatura che possa
nascondersi davanti a lui; ma tutte le cose sono nude e scoperte davanti
agli occhi di colui al quale dobbiamo render conto (Eb 4:13). Dio
sa ogni cosa del passato, del presente e del futuro, inclusi i nostri
pensieri, le nostre parole e le nostre azioni. La Sua sapienza è
perfetta e completamente al di là della nostra comprensione.
Oh, profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza
di Dio! Quanto inscrutabili sono i suoi giudizi e incomprensibili le
sue vie! (Rm 11:33).
Dio è sovrano. Egli è l'unico e supremo
dominatore dell'universo, e niente è al di fuori del Suo controllo.
L'Eterno fa tutto ciò che gli piace, in cielo e in terra
(Sl 135:6). In Dio non ci sono "incidenti" né
sorprese. Egli scrive tutta la storia del mondo e compie ogni cosa
secondo la decisione della propria volontà (Ef 1:11). Dio
non necessita di consigli né di consensi per quello che Egli
decide di fare. Né qualcuno può impedirGli di fare ciò
che Gli piace. Non v' è alcuno che possa fermare la sua mano
o dirgli: "Che fai?" (Dan 4:35).
Dio è onnipotente. Come Egli stesso afferma:
Ecco, io sono l'Eterno, l'Iddio d'ogni carne, v'è qualcosa
di troppo difficile per me? (Ger 32:27). Ciò non significa
che Dio possa fare qualsiasi cosa (Egli non può mentire, o mutare,
o sbagliare, o peccare, o rinnegare Sé stesso); significa invece
che Egli può fare a piacimento qualunque cosa che sia coerente
con il Suo carattere.
Questo è solo un breve schizzo di alcune delle cose che Dio
stesso ha rivelato della propria natura e personalità nella Bibbia.
In essa ci sono altre verità su Dio, benché ci siano molte
cose che forse non possiamo comprendere. Dio fa cose grandi, imperscrutabili,
meraviglie senza numero. In questo senso, l'Onnipotente noi non lo possiamo
scoprire (Gb 37:23), e nessuna quantità di umana intelligenza
o capacità di ragionamento potrà mai cambiare questo dato
di fatto. Ciò non dovrebbe sorprenderci, però, perché,
se potessimo capire Dio, Egli sarebbe indegno della nostra adorazione.
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Chi sono io?
Le pressioni e i problemi della vita moderna stanno costringendo molte
persone a ricercare senza posa un senso e uno scopo per la loro vita.
Abbiamo considerato un po' chi è Dio; cosa dire di noi? Perché
esistiamo? Perché siamo qui? Ha la vita qualche senso, qualche
finalità? |
La prima cosa da mettere in chiaro è questa:
l'uomo non "esiste" SIC ET SIMPLICITER. In altre parole, egli
non è un agglomerato accidentale di atomi che, casualmente, riescono
ad aggregarsi alla perfezione per formare quell'involucro che noi chiamiamo
un "essere vivente". È molto più di questo.
La Bibbia ci dice che l'uomo fu specificamente creato da un Dio santo
e sapiente. E Dio creò l'uomo a sua immagine; lo creò
a immagine di Dio; li creò maschio e femmina (Gen 1:27).
L'uomo è molto più che un animale altamente evoluto o
uno scimmione raffinato. Egli è talmente diverso dagli altri
animali, quanto essi sono diversi dai vegetali e i vegetali dai minerali.
In termini di misura, l'uomo è minuscolo in confronto al sole,
la luna, le stelle; ma Dio gli ha dato nell'universo una posizione d'onore
veramente unica.
Possiamo constatarlo in uno dei primi comandamenti che l'uomo ricevette
da Dio: Crescete e moltiplicate e riempite la terra, e rendetevela
soggetta, e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e
sopra ogni animale che si muove sulla terra (Gen 1:28). L'uomo
divenne cosi il rappresentante personale di Dio sulla terra, e aveva
autorità su tutte le altre creature viventi.
Ma l'uomo fu anche dotato di una dignità speciale. Il fatto
di essere stato creato "a immagine di Dio" non significa che
l'uomo fosse stato fatto della stessa dimensione o forma di Dio (abbiamo
già detto che Dio non ha "forma" né "dimensione"),
e neppure che egli fosse una miniatura di Dio perché possedeva
tutte le Sue caratteristiche in piccole quantità. Significa,
piuttosto, che l'uomo fu creato come un essere spirituale, razionale,
morale e immortale, e che la sua natura era perfetta. In altre parole,
egli era un vero riflesso del carattere santo di Dio. |
| Inoltre, l'uomo scelse volentieri di ubbidire
fedelmente a tutti i comandamenti di Dio; come risultato, l'uomo
viveva in perfetta armonia con Lui. Niente "crisi d'identità",
a quell'epoca! L'uomo sapeva esattamente chi era e perché
si trovava in questo mondo, e, con atteggiamento di ubbidienza,
aveva preso il posto che Dio gli aveva assegnato. |
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| Non solo l'uomo era completamente appagato e soddisfatto
della sua posizione nel mondo, anche Dio era soddisfatto dell'uomo! Sappiamo
questo perché la Bibbia ci dice che quando la Sua opera di creazione
fu completa, con l'uomo come "corona" del creato, Dio vide
tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono (Gen 1:31).
In quel periodo della storia, delle persone perfette vivevano, all'interno
di un ambiente perfetto, in un perfetto rapporto reciproco e una perfetta
armonia con Dio.
Non è purtroppo questa la situazione attuale! Che cosa accadde?
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Che
cosa è andato storto?
La risposta inequivocabile alla domanda è questa: Perciò,
come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo,
e per mezzo del peccato la morte, così la morte è passata
su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato (Rom 5:12). |
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Il primo uomo e la prima donna (Adamo ed Eva) avevano ricevuto non solo una
grande libertà, ma anche un serio avvertimento: "Del
frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare;
perché, nel giorno che ne mangerai, per certo morrai" (Gen
2:17) . Questo era un test ideale, per mettere alla prova la disponibilità
dell'uomo a ubbidire a ciò che Dio aveva detto per il semplice
motivo che era stato Lui a dirlo. Ma il Diavolo tentò Eva a non
dar retta alle parole di Dio e a disubbidirGli - cosa che la donna fece.
E la donna vide che il frutto dell'albero era buono a mangiarsi,
ch'era bello a vedere, e che l'albero era desiderabile per diventare
intelligente; prese del frutto, ne mangiò, e ne dette anche al
suo marito ch' era con lei, ed egli ne mangiò (Gen 3:6).
In quel momento, "il peccato è entrato nel mondo".
A causa della sua deliberata disubbidienza, l'uomo si tagliò
da sé i ponti con Dio. Anziché amare Dio, Adamo ed Eva
avevano ora terrore di Lui: e l'uomo e sua moglie si nascosero dalla
presenza dell'Eterno Iddio, fra gli alberi del giardino (Gen 3:8).
Anziché essere tranquilli, fiduciosi e felici, il loro peccato
li aveva riempiti di vergogna, di colpa e di paura. Ma Dio aveva detto
che l'uomo sarebbe morto, se avesse disubbidito. E così accadde.
"Morte" significa separazione; e in un solo, terribile momento,
l'uomo si trovò a essere separato da Dio: morì spiritualmente.
Ma cominciò pure a morire fisicamente; perciò, aveva ora
un' anima morta e un corpo morente.
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| E non era tutto. I figli di Adamo ed Eva ereditarono
dai loro genitori una natura corrotta e un carattere peccaminoso.
Da allora in poi, come avviene quando un fiume è inquinato
alla sorgente, il veleno del peccato ha ricoperto con il suo flusso
tutta la discendenza di Adamo, così la morte è
passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato (Rom
5:12). |
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| Sottolineo l'importanza della parola "tutti",
perché essa include ovviamente sia me che te. E probabile che non
ci incontreremo mai su questa terra, ma abbiamo questo in comune: siamo
peccatori e stiamo morendo. Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo
noi stessi, e la verità non è in noi (I Gv 1:18), e
se affermiamo di non star morendo, siamo proprio ridicoli! Prendere le
cose alla leggera non aiuta affatto a cambiarle. Molti titoli di giornali
e programmi radiotelevisivi ci rammentano quotidianamente che il mondo
è nel caos. È facile condannare la violenza, l'ingiustizia,
il disordine e il male della società, ma prima di criticare gli
altri, chiediti se tu sei perfetto e vivi una vita che faccia piacere
a un Dio santo. Sei tu assolutamente onesto, puro, amorevole e altruista?
Dio sa bene le risposte a queste domande - e anche tu. Tutti hanno
peccato e sono privi della gloria di Dio (Rom 3:23). Tu (ed io) sei
peccatore per nascita, per natura, per pratica e per scelta, e hai urgente
bisogno di affrontare questi fatti, con le relative conseguenze.
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Quanto è grave il peccato?
Quando si diagnostica una malattia, è importante chiedersi se essa
sia grave oppure no. Tanto più importante è farsi questa
domanda per quanto riguarda la malattia spirituale del peccato. Molti
ammettono beatamente di essere dei peccatori, ma non hanno nessuna idea
di che cosa stiano parlando in realtà.
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| Trattano il peccato come se fosse qualcosa
di "tipico del carattere umano", o si nascondono dietro la
scusa che "tanto, lo fanno tutti". Ma queste affermazioni
evitano di prendere in considerazione il vero problema: quanto
è grave il peccato? Ecco di seguito alcune delle cose
che la Bibbia ha da dire su di te, in quanto peccatore.
Sei degradato. Ciò non significa che tu sia
il più malvagio possibile, né che tu stia continuamente
commettendo ogni tipo di peccato. E neppure significa che tu non riesca
a discernere ciò che è giusto da ciò non è
giusto, o a fare cose piacevoli e utili. Vuol dire piuttosto che il
peccato ha invaso ogni parte della tua natura e della tua personalità:
la mente, la volontà, gli affetti, la coscienza, le attitudini,
l'immaginazione. Il cuore è ingannevole più d'ogni
altra cosa, e insanabilmente maligno (Ger 17:9). La radice dei
tuoi problemi si trova non in ciò che fai, ma in ciò che
sei! Tu pecchi perché sei un peccatore.
Sei corrotto. La Bibbia non spreca il fiato qui: Perché
è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri,
fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità,
frode, lascivia, sguardo invidioso, calunnia, superbia, stoltezza (Mr
7:21,22). Nota bene che questo elenco include pensieri, parole
e azioni. Ciò sta a dimostrare che, agli occhi di Dio, ogni peccato
è ugualmente grave. Alcuni limitano la loro idea di peccato a
cose tipo: omicidi, adultèri e furti. La Bibbia, però,
fa capire molto chiaramente che non abbiamo nessun diritto di pensare
così del peccato. Il peccato è qualsiasi cosa che non
corrisponda agli standard perfetti di Dio. Se ciò che diciamo,
pensiamo o facciamo è men che perfetto, è peccato. Ora,
affronta questa domanda: Chi può dire: "Ho nettato il
mio cuore, sono puro dal mio peccato"? (Prov 20:9) Puoi tu?
Se non puoi, allora sei corrotto.
Sei un provocatore. La Bibbia insegna che il peccato
è non tener conto della legge (I Gv 3:4), ed è quindi
una ribellione volontaria contro l'autorità e la legge di Dio.
Nessuna legge civile ti obbliga a mentire, ingannare, pensare cose impure,
o peccare in qualsiasi altra maniera. Tu scegli di peccare. Tu scegli
o decidi di infrangere la legge santa di Dio. Tu disubbidisci deliberatamente
a Dio, e ciò è grave, perché Dio è un
giusto giudice, un Dio che s'adira ogni giorno (Sl 7:11). Dio non
potrà mai essere tenero né indulgente nei confronti del
peccato, e sta' pur certo che neppure un singolo peccato resterà
impunito.
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| La punizione divina del peccato si manifesta
in piccola parte durante questa vita (anche se possiamo non rendercene
conto). Ma la punizione finale sarà inflitta dopo la morte,
quando, nel Giorno del Giudizio, ciascuno renderà conto
di sé stesso a Dio (Rm 14:12). |
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Dove
si va dopo?
Ci sono molte idee e teorie intorno al "dopo-la-morte". Alcuni
dicono che saremo tutti annientati, altri che andremo tutti in cielo.
Altri credono in un luogo dove le anime peccatrici si preparano per il
paradiso. Ma non c'è niente nella Bibbia che sostenga idee del
genere.
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| Al contrario, si legge così:
Ora è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo
di che viene il giudizio (Eb 9:27). Coloro che sono in un giusto
rapporto con Dio saranno allora accolti in cielo, per passare l'eternità
alla gloriosa presenza di Dio. Tutti gli altri saranno puniti di
eterna rovina, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della
sua potenza (II Tess 1:9). La parola più comune per definire
questo stato è "inferno". Diamo un'occhiata ora a quattro
verità che lo riguardano.
L'inferno è reale. Non è qualcosa che
"la chiesa ha inventato". La Bibbia parla molto più
dell'inferno che non del paradiso, e non lascia adito a dubbi intorno
alla sua realtà. La Bibbia parla di persone che non scamperanno
al giudizio della geenna [= inferno] (Mt 23:33) e
il cui corpo sarà gettato nella geenna (Mt 5:29).
L'inferno è terribile. È descritto nella
Bibbia come un luogo di tormento (Lc 16:28), come la fornace
del fuoco (Mt 13:42), come un fuoco divorante (Is 33:14)
e inestinguibile (Mt 3:12). L'inferno è un luogo di
sofferenza, caratterizzato dal pianto e lo stridor dei denti (Mt
22:13), in cui non c'è riposo né giorno né
notte (Ap 14:11). Queste sono parole
terribili, ma vere. Coloro che si troveranno all'inferno, saranno tagliati
fuori da ogni bene, maledetti da Dio ed esclusi dal benché minimo
aiuto o conforto arrecato dalla Sua presenza.
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| L'inferno è definitivo.
Tutte le strade per l'inferno sono a "senso unico". E
non c'è sbocco. Fra l'inferno e il cielo è posta
una grande voragine (Lc 16:26).
L'orrore, l'isolamento e l'agonia dell'inferno servono non a purificare,
bensì a punire - per sempre! |
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L'inferno è giusto. La Bibbia ci dice che Dio giudicherà
il mondo con giustizia (At 17:31), ed Egli è perfettamente
giusto quando manda i
peccatori all'inferno. Dopo tutto, Egli dà loro ciò che
essi hanno scelto: essi rigettano Dio quaggiù; Egli rigetterà
loro lassù. Essi scelgono di vivere empiamente; Egli conferma
la loro scelta - per sempre. Dio non può essere affatto accusato
di ingiustizia o disonestà!
Alla luce di queste terribili verità, hai bisogno di riflettere
molto attentamente sulla domanda che fu posta un giorno a un gruppo
di persone ai tempi del Nuovo Testamento: Come scamperete al giudizio
della geenna? (Mt 23:33).
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Che aiuto offre la religione?
L'uomo è stato definito un animale religioso. L'"Encyclopaedia
of Religion and Ethics" (Enciclopedia di Religione ed Etica) elenca
centinaia di modi in cui gli uomini hanno provato ad appagare i loro desideri
e sentimenti religiosi. |
| Hanno adorato il sole, la luna, le
stelle; la terra, il fuoco e l'acqua; idoli di legno, di pietra e di
metallo; pesci, uccelli, animali. Hanno adorato innumerevoli dèi
e spiriti, frutto della loro immaginazione pervertita. Altri hanno tentato
di adorare il vero Dio mediante una vasta gamma di sacrifici, riti,
sacramenti e funzioni. Ma la "religione", per quanto sincera
possa essere, non potrà mai risolvere il problema del peccato
dell'uomo.
Per almeno tre motivi:
La religione non può mai soddisfare Dio. La
religione non è altro che il tentativo dell 'uomo di mettersi
a posto con Dio. Ma qualsiasi tentativo di questo genere risulta futile,
perché anche i migliori sforzi umani sono invalidati, e quindi
inaccettabili a Dio. La Bibbia non potrebbe essere più chiara:
tutta la nostra giustizia [è] come un abito lordato
(Is 64:6). Dio richiede perfezione: la religione non è in
grado di soddisfare questa richiesta.
La religione non può mai rimuovere il peccato.
Le tue virtù non potranno mai cancellare i tuoi vizi. Le azioni
buone non potranno mai cancellare o rimuovere quelle cattive. Se uno
è a posto con Dio, ciò non accade in virtù
di opere affinché nessuno se ne vanti (Ef 2:9). Nessuno
sforzo o esperienza di tipo religioso (battesimo, confermazione/cresima,
Santa Cena/Eucaristia, assiduità ai servizi religiosi, preghiere,
offerte, sacrifici di tempo ed energie, lettura della Bibbia o qualunque
altra cosa) potrà mai eliminare un solo peccato.
La religione non potrà mai cambiare la natura peccaminosa
dell'uomo. ll problema non consiste nel comportamento di una
persona (il comportamento è solo un sintomo). II "cuore"
del problema dell'uomo è il problema del suo cuore, e, per natura,
il cuore dell'uomo è corrotto e depravato. Andare in chiesa o
prendere parte a cerimonie religiose può farti sentire buono,
ma non può renderti buono. Chi può trarre una cosa
pura da una impura? Nessuno! (Gb 14:4)
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| Alcune delle succitate attività religiose
sono ovviamente "buone" di per sé. Per esempio,
è giusto andare in chiesa, leggere la Bibbia e pregare, perché
è Dio stesso che ci dice di tarlo. Ma guarda bene di non
contare su queste cose, per metterti a posto con Dio: non solo sono
incapaci di far questo, ma affidandoti a esse aggraveresti ulteriormente
il tuo peccato e la tua condanna. |
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C'è
una risposta?
Si, c'è! E Dio stesso l'ha provveduta. li messaggio centrale della
Bibbia è riassunto in queste parole: Perché Dio ha tanto
amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque
crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Gv 3:16). |
| Abbiamo già parlato del fatto che un Dio giusto
e santo deve punire il peccato. Ma la Bibbia ci dice pure che Dio
è amore (I Gv 4:8). Se da una parte Dio odia il peccato, Egli
ama i peccatori e desidera ardentemente perdonarli. Ma come può
un peccatore essere perdonato in maniera giusta, quando la legge di Dio
richiede la sua morte fisica e spirituale? Soltanto Dio poteva risolvere
questo problema, e l 'ha fatto nella persona di Gesù Cristo. Il
Padre ha mandato il Figlio per essere il Salvatore del mondo (I Gv 4:14).
Dio Figlio divenne uomo prendendo su di Sé una natura umana.
Ma pur diventando pienamente uomo, Gesù rimase pienamente Dio:
la Bibbia dice che in Lui abita corporalmente tutta la pienezza
della Deità (Col 2:9). Egli continuò a essere Dio
come se non fosse diventato uomo; e diventò totalmente uomo come
se non fosse Dio. Gesù è quindi unico, e la Bibbia ce
ne dà la conferma in molti modi. li Suo concepimento fu unico:
Gesù non ebbe un padre umano, ma fu concepito nel grembo di una
vergine tramite la miracolosa potenza dello Spirito Santo. Le Sue parole
furono uniche: le persone stupivano del suo insegnamento perché
parlava con autorità (Lc 4:32). I Suoi miracoli furono unici:
Egli andò attorno guarendo ogni malattia e ogni infermità
tra il popolo (Mt 4:23), e in diverse occasioni risuscitò
addirittura dei morti. Il Suo carattere fu unico: Egli fu tentato
come noi in ogni cosa, senza commettere peccato (Eb 4:15). Talché
Dio Padre poté dire di Lui: Questo è il mio figlio
diletto, nel quale mi sono compiaciuto (Mt 3:17). |
| Nota bene l'ultima frase! Sta a indicare il fatto
che, come uomo, Gesù osservò la legge di Dio in ogni
parte, e perciò non fu soggetto alla duplice pena di morte
per il peccato. Tuttavia, Egli fu arrestato sulla base di un'accusa
infondata, condannato sulla base di prove false, e infine crocifisso
a Gerusalemme. Ma la Sua morte non fu un "capriccio" né
un incidente inevitabile: faceva parte del determinato consiglio
e la prescienza di Dio (At 2:23). |
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Il Padre mandò il Figlio proprio con lo scopo
di pagare la pena di morte del peccato, e Gesù venne volenterosamente.
Per usare le Sue stesse parole, lo scopo della Sua venuta sulla terra
fu quello di dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti (Mt
20:28). Anche la Sua morte, al pari della Sua vita, fu unica.
È necessario, anzi, vitale, a questo punto, che tu comprenda non
solo ciò che avvenne quando Gesù morì, ma anche cosa
può significare per te la Sua morte.
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Perché la croce?
Tutto l'insegnamento della Bibbia dà risalto alla morte di Gesù.
Il punto focale del messaggio biblico non si trova negli insegnamenti
meravigliosi di Gesù e neppure nei Suoi miracoli potenti. Certo,
essi sono importanti; ma, al di là di tutto, Gesù venne
in questo mondo per morire. Cos'è che rende tanto importante la
Sua morte? La risposta sta nel fatto che Egli morì come Sostituto,
come Portatore del peccato, come Salvatore. |
| Gesù-Sostituto. In questo si
dimostra l'amore di Dio. I peccatori sono colpevoli, perduti e impotenti
di fronte alla legge santa di Dio, la quale richiede che ogni singolo
peccato sia punito. Come sarebbe possibile scampare alla giusta ira di
Dio? La Bibbia risponde così: Dio... mostra la grandezza del
proprio amore per noi in questo.. che, mentre eravamo ancora peccatori,
Cristo è morto per noi (Ro 5:8). Come parte di uno straordinario
piano di salvataggio, Dio Figlio si offrì volontario per prendere
il posto dei peccatori e accollarsi la giusta punizione per il loro peccato.
L'innocente Figlio di Dio soffrì e morì volenterosamente
al loro posto, lui giusto per gli ingiusti (I Pt 3:18).
Gesù-Portatore del peccato. In questo si dimostra
la santità di Dio. Non c'era nessuna "finzione" nella
morte di Cristo. La pena per il peccato fu pagata totalmente. Egli morì
non soltanto fisicamente, ma anche spiritualmente. Mentre era lì
sulla croce, infatti, Gesù gridò: "Dio mio, Dio
mio, perché mi hai abbandonato?" (Mc 15:34).
In quel momento tremendo, Dio Padre voltò le spalle al Suo amato
Figlio, che cosi patì la pena della separazione da Dio. Nota
ora in che modo questo dimostra la santità perfetta di Dio. Ogni
singolo peccato deve essere punito. Ora, quando Gesù prese il
posto dei peccatori, divenne responsabile dei loro peccati come se li
avesse commessi Lui stesso. Proprio l'unico uomo che visse una vita
perfetta patì la duplice pena di morte a carico dei colpevoli!
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| Gesù-Salvatore. In questo
si dimostra la potenza di Dio. Tre giorni dopo la Sua morte, Cristo
fu dichiarato Figlio di Dio... mediante la sua risurrezione
dai morti (Ro 1:14). Egli, dopo che ebbe sofferto, si presentò
vivente con molte prove e non muore più; la morte non ha
più potere su di lui (At 1:3). |
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Nel risuscitare Cristo dai morti, Dio dimostrò
con potenza di aver accettato la Sua morte al posto dei peccatori come
pagamento totale e perfetto della pena del peccato, e come base su cui
poter offrire un perdono completo e gratuito a coloro che, altrimenti,
sarebbero destinati a passare l'eternità all'inferno.
Ma come può tutto questo essere valido anche per te? Come puoi
metterti a posto con Dio? Come può Cristo diventare il tuo Salvatore?
torna su

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Come posso essere salvato?
Dopo aver letto fin qui, vuoi sinceramente essere salvato? Vuoi metterti
a posto con Dio - a qualsiasi costo? Se rispondi di no, significa che
non hai afferrato l'importanza di ciò hai letto. Dovresti quindi
rileggere ancora, lentamente e attentamente, chiedendo nello stesso tempo
a Dio di renderti evidenti queste verità. |
| Se Dio ti ha mostrato il tuo bisogno, e tu vuoi essere
salvato, allora devi ravvederti davanti a Dio e... credere nel Signore
nostro Gesù Cristo (At 20:21).
Devi ravvederti. Il ravvedimento indica un cambiamento
totale nei confronti del peccato. Dev'esserci un cambiamento nella tua
mente: devi ammettere di essere un peccatore, un ribelle nei riguardi
di un Dio santo e amorevole. Dev'esserci un cambiamento nel tuo cuore:
un dispiacere sincero, una vergogna vera per l'abiezione e la sozzura
del tuo peccato. Poi, devi essere disposto ad abbandonarlo e a cambiare
direzione di vita. Dio sfida e stimola le persone a fare opere degne
del ravvedimento (At 26:20). Questo è ciò che ti
aspetta. Dio non perdonerà quei peccati che tu non sei disposto
ad abbandonare. Ravvedersi vuoi dire prendere una nuova direzione, cercando
con tutto il cuore di vivere in un modo che sia gradito a Dio.
Devi credere in Cristo. Prima di tutto, ciò
significa accettare il fatto che Gesù sia il Cristo, il Figlio
del Dio vivente (Mt 16:16), e che Egli, a suo tempo, è
morto per gli empi (Ro 5:6)). In secondo luogo, significa credere
che, nella Sua potenza e nel Suo amore, Cristo è capace di salvarti
ed è disposto a farlo. Infine, significa riporre realmente la
tua fiducia in Cristo, contando su di Lui, e Lui soltanto, per metterti
a posto con Dio. La tua natura orgogliosa e peccatrice combatterà
contro la decisione di abbandonare qualsiasi fiducia nella tua "bontà"
o religione. Tuttavia, non hai alternativa. Devi cessare di aver fiducia
in qualsiasi altra cosa, e aver fiducia solo in Cristo, il quale può
salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio
(Eb 7:25) .
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| Se Dio ti ha mostrato il tuo bisogno, e ti ha
dato questo desiderio, allora rivolgiti a Cristo - fallo ora! L'ideale
sarebbe che tu Lo pregassi ad alta voce: ti aiuterebbe a essere
sicuro di ciò che stai facendo. Confessa di essere un peccatore
colpevole, perduto e impotente, e con tutto il cuore chiedi a Cristo
di salvarti e di prendere il Suo giusto posto di Signore della tua
vita, mettendoti in grado di abbandonare il peccato e vivere per
Lui. |
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La Bibbia dice che, se con la bocca avrai confessato
Gesù come Signore e avrai creduto col cuore che Dio lo ha risuscitato
dai morti, sarai salvato (Ro 10:9); inoltre, è scritto che
chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato
(Ro 10:13). Se davvero confidi in Cristo come tuo Salvatore, e Lo
riconosci come tuo Signore, puoi fare tue queste promesse!
torna su

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Che strada percorre adesso?
Se ora credi in Cristo, ci sono molte cose stupende in cui potrai rallegrarti.
Per esempio, adesso sei in un giusto rapporto con Dio. La Bibbia ne parla
usando i termini: "essere giustificati", e dice che, giustificati
dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo,
nostro Signore (Ro 5:1). Per mezzo di Cristo, i tuoi peccati sono
stati affrontati. Chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati
mediante il suo nome...(At 10:43). |
| Poiché in lui abbiamo la redenzione mediante
il suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia
(Ef 1:7). Tu appartieni ora alla famiglia di Dio: tutti coloro che
confidano in Cristo ricevono il diritto di diventar figli di Dio (Gv
1:12). Sei al sicuro per l'eternità: non c'è dunque
più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù
(Ro 8:1). Dio stesso è venuto nella tua vita nella persona
dello Spirito Santo: lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù
dai morti abita in voi (Ro 8:11). Che grandi verità!
Ora hai bisogno di crescere nella tua nuova vita spirituale.
Ecco quattro cose a cui dovrai fare bene attenzione:
Preghiera. Adesso sei in grado di parlare con Dio
come con tuo Padre, cosa che non hai mai potuto fare prima. Puoi adorarLo,
lodarLo per la Sua gloria, la Sua potenza, la Sua santità e il
Suo amore. E potrai chiederGli il perdono quotidianamente. Infatti,
neppure coloro che diventano figli di Dio sono perfetti, ma se confessiamo
i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati
e purificarci da ogni iniquità (I Gv 1:9). Puoi ringraziare
Dio ogni giorno per la Sua bontà verso di te. Ci sono tante cose
per cui vorrai esserGli riconoscente, compresi quei benefici giornalieri
che cosi facilmente si prendono per scontati. Ma, in modo speciale,
Gli dirai grazie per averti salvato e accettato nella Sua famiglia,
dandoti in dono la vita eterna. Non dovrebbe mai risultarti difficile
far questo! Potrai anche chiedere il Suo aiuto, la Sua forza, la Sua
guida, sia nella tua vita sia in quella di altri. E, in particolare,
vorrai pregare per altre persone di tua conoscenza che sono lontane
da Dio, come lo eri tu.
|
| Lettura della Bibbia. Mediante
la preghiera, tu parli con Dio; mediante la Bibbia, Dio parlà
a te. È perciò molto importante che tu la legga ogni
giorno, esaminando che cosa sia gradito al Signore (Ef 5:10).
Quando la leggi, chiediGli di renderti capace di intenderne il senso
e di osservarne l'insegnamento, perché tu possa crescere
per la salvezza (vedi I Pietro 2:2). |
 |
|
Comunione fraterna. Ora che sei
entrato a far parte della famiglia di Dio, Egli vuole che tu incontri
regolarmente i tuoi fratelli e sorelle! Facciamo attenzione gli
uni agli altri... non abbandonando la nostra comune adunanza... ma esortandoci
a vicenda (Eb 10:25). Ciò significa unirsi a una chiesa
locale. Fa' in modo che questo accada il più presto possibile!
Scegliere la chiesa giusta non è sempre facile; e tu vorrai trovarne
una dove siano chiaramente credute e insegnate le verità bibliche
delle quali hai letto. Nella tua chiesa locale scoprirai ancora più
cose su Dio e trarrai beneficio dalle esperienze personali di altri
credenti. Verrai a sapere quanto siano importanti le direttive di Dio
intorno al battesimo e alla Santa Cena (Eucaristia), e scoprirai la
gioia di condividere con altri i doni e le capacità che il Signore
ti ha dato. Tu hai bisogno della chiesa, e la chiesa ha bisogno di te!
Servizio. Sarà ora tuo privilegio servire 1'Eterno,
ch'è il tuo Dio, con tutto il tuo cuore e con tutta l'anima tua
(Deut 10:12). Ricorda sempre che Dio ci ha salvati e ci ha
rivolto una santa chiamata (II Tim 1:9). Fa' della santità
una priorità assoluta della tua vita! Perché questa
è la volontà di Dio: che vi santifichiate (I Tess4:3).
Poi, cerca di usare i tuoi doni particolari al servizio di Dio; ricorda
che sei stato creato in Cristo Gesù per le opere buone (Ef
2:10) . Infine, sfrutta le opportunità che avrai per raccontare
ad altri le grandi cose che il Signore ti ha fatto (Mc 5:19).
Parlare ad altri di Cristo non è solo un dovere, per coloro che
confidano in Lui, ma è pure una gioiosa esperienza!
D'ora in poi, impegnati a vivere in modo tale che, in ogni aspetto
della tua vita, tu possa proclamare la potenza di colui che [ti ha chiamato]
dalle tenebre alla sua luce meravigliosa! (I Pt 2:9).
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Domande
di fondo
di John Blanchard (Ed. VDB,
1989)
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